FILOSOFIA

Non è possibile avere delle teorie senza la filosofia, e questo per almeno due ragioni.
Primo – non è possibile avere un sistema di simboli che non sia basato su assunzioni analitiche e postulati che vanno oltre la portata di quello stesso sistema di simboli.
Dovendo sempre partire con postulati e assunzioni, la teoria non è mai abbastanza.
Secondo –  allo scopo di valutare sistemi di teorie, c’è bisogno di regole che specificano quali sono i “criteri di verità” o le prove per poter determinare quale sia la “migliore” fra due asserzioni o due sistemi di asserzioni. Questi criteri saranno necessariamente pre-analitici: essi consentono di fare analisi, ma non ne sono il risultato.
Questi criteri equivalgono al punto dal quale scegliamo di osservare il mondo.

Persone con criteri diversi dai nostri vedranno il mondo da una diversa angolatura. Ci si può chiedere se si può evitare di avere un’angolatura ma sembra proprio che sia impossibile.

Se non vuoi guardare il mondo con un certa angolatura, lo puoi fare solo assumendone una diversa. Ed una via di mezzo fra le due sarà una terza nuova angolatura, non una somma delle prime. Così come dobbiamo stare con i piedi in un posto definito per poter guardare il paesaggio, similmente dobbiamo appoggiarci alle nostre assunzioni per osservare il mondo, e non possiamo evitare di avere solo una limitata serie di assunzioni.
Necessariamente ed il linea di principio, ogni insieme di asserzioni è limitato.
La filosofia della scienza comprende l’esplicitazione delle assunzioni che sottostanno all’attività scientifica. Lo scopo di esaminare il livello filosofico non è giustificare la propria filosofia, ma specificare ed integrare le assunzioni analitiche. In altri termini, lo scopo del fare filosofia non è altro che quello della chiarezza e della responsabilità. É come dire: “Queste sono le mie asserzioni. Proprio queste. Non posso giustificarle, ma sono le mie”.
É importante tenere a mente questo scopo, perché c’è la tentazione di usare la filosofia per colpire coloro che sono fuori dal proprio campo filosofico. Criticare i valori e le assunzioni di un avversario intellettuale è un’azione che potrebbe essere poco corretta, poiché ci si pone nella posizione intoccabile di demolire assunzioni e valori altrui utilizzando un’analisi logico-empirica che a sua volta si appoggia ai nostri valori e alle nostre assunzioni.

Quello che qualcuno potrebbe dire onestamente, infatti, è: “Questi sono i miei standard e le mie assunzioni. A livello descrittivo (e non a livello valutativo) questo è quello che succede quando usi questi, invece di quelli”. Quando altri standard e assunzioni vengono incontrate, le differenze possono essere sottolineate non valutativamente, oppure si possono adottare temporaneamente le assunzioni dell’altro per vedere se queste vengono applicate coerentemente o per vedere quali sono le conseguenze della loro applicazione, relative ai loro scopi. Fare qualunque altra cosa potrebbe essere dogmatico e poco corretto.

Tratto da: Acceptance and Commitment Therapy – An experiental approach to behavior change, capitolo 2 – The philosophical and theoretical foundations of ACT; Hayes, Strosahl, Wilson 1999, p.13-24

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Dott. Donato Saulle

Psicologo Milano Donato Saulle

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