COSA RESTA OGGI DI ERICH FROMM

COSA RESTA OGGI DI ERICH FROMM

“Che cosa resta oggi di Fromm?
Sicuramente il suo pensiero e la sua produzione scientifica hanno attraversato strade importanti nel Novecento, e per questo è relativamente facile individuare, con lo sguardo di oggi, alcuni limiti del suo impianto teorico. Tuttavia, come accade con tutti i grandi pensatori – e Fromm è certamente uno di questi – esiste anche un lascito prezioso.
Il primo riguarda il modo di intendere la sofferenza umana.

Viviamo in un’epoca dominata dalla neuromania, in cui la pratica clinica tende sempre più a restringere il proprio orizzonte, concentrandosi non tanto e non solo sull’individuo nella sua totalità, ma su una sua parte: il cervello, o addirittura su piccole aree anatomiche specifiche, come se la sofferenza umana potesse essere completamente esaurita da un’immagine cerebrale.

L’insegnamento di Fromm, invece, costringe il clinico ad allargare la prospettiva, a mantenere nel proprio sguardo – e quindi nella propria pratica – una molteplicità di fattori, tra cui gli assetti sociali e culturali che hanno un ruolo decisivo nella biografia del soggetto. Questo richiamo alla complessità resta ineludibile, e forse oggi è ancora più necessario.

Vi è poi un secondo lascito fondamentale, legato al metodo.
Fromm è figlio di un’epoca in cui il sapere è un sapere meticciato: le idee migrano, circolano, attraversano confini disciplinari. Egli è uno dei testimoni più significativi di questo nomadismo intellettuale, di questo continuo muoversi da una frontiera all’altra del sapere per raccogliere tutto ciò che può essere utile a comprendere i problemi della società.

Oggi viviamo in un’epoca molto diversa: una stagione segnata dalla parcellizzazione estrema del sapere, in cui si diventa esperti della “punta di uno spillo”. Basterebbe pensare alla sofferenza prodotta dalla globalizzazione, una sofferenza umana – come quella di chi perde il lavoro – che non può essere ricondotta alle categorie nosografiche della psichiatria.

Di fronte a questo scenario, il pensiero e l’insegnamento di Fromm restano di grande attualità: ci ricordano che per comprendere davvero l’essere umano non possiamo ridurlo né a un sintomo né a un circuito neurale, ma dobbiamo considerarne la storia, le relazioni, la società in cui vive.”

 

Erich Fromm

Erich Fromm (1900–1980) è stato uno psicologo sociale, psicoanalista e filosofo tedesco, tra i membri più originali della cosiddetta Scuola di Francoforte. Formatosi nella psicoanalisi freudiana, la unì alla sociologia, all’etica umanistica e al pensiero marxiano, creando una visione centrata sull’uomo, sulla libertà e sui bisogni profondi dell’esistenza. Emigrato negli Stati Uniti nel 1934 per sfuggire al nazismo, divenne un influente intellettuale internazionale. Tra le sue opere più famose: Fuga dalla libertà L’arte di amare Avere o essere? Psicoanalisi della società contemporanea Fromm ha dedicato la vita allo studio dei modi in cui la società può alienare o liberare l’essere umano.  

Adriano Zamperini

Adriano Zamperini  è uno psicologo sociale italiano, professore di Psicologia della violenza e Psicologia sociale presso l’Università di Padova.
È noto per i suoi studi su violenza, disumanizzazione, conflitto, potere, dinamiche vittima–carnefice e processi di esclusione sociale.
Il suo approccio unisce rigore scientifico e attenzione etica: Zamperini indaga come i contesti sociali producano sofferenza, come l’indifferenza possa diventare complicità e come sia possibile costruire forme di responsabilità e cura.
Tra i suoi testi più importanti:
Indifferenza
La prigione della mente
Le ferite invisibili della violenza
Psicologia sociale del male
È considerato una delle voci più autorevoli in Italia sul tema della disumanizzazione e dei meccanismi psicologici della violenza.

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano