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IL PASSATO

IL PASSATO

«Modificare il passato  non è modificare un fatto isolato;
è annullare le sue conseguenze,
che tendono ad essere infinite.
In altre parole:
è creare due storie nuove e universali.»

Jorge Luis Borges

“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”   

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Dott. Donato Saulle

ansia Psicologo Milano Donato Saulleblu psicologo milano

Psicologo Milano – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO – Cell. 347.7966388

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Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo  (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986) è stato uno scrittore, poeta, saggista, traduttore, filosofo e accademico argentino.

Le opere di Borges hanno contribuito alla letteratura filosofica e al genere fantastico.

È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo, ispirato tra gli altri da Macedonio Fernández, Rafael Cansinos Assens, dalla letteratura inglese (Chesterton, Kipling, Stevenson, Wells, De Quincey, Shaw), da quella tedesca (Schopenhauer, Heine, Kafka) e dal taoismo.

Narratore, poeta e saggista, è famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico (quali: il doppio, le realtà parallele del sogno, i libri misteriosi, gli slittamenti temporali), sia per la sua più ampia produzione poetica, dove, come afferma Claudio Magris, si manifesta “l’incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto”.

lasciarsi amare

LA CAPACITA’ DI LASCIARSI AMARE

LASCIARSI AMARE

«Ti amo» – disse. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose il Piccolo Principe. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno.

Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia.

Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.»

Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità.

E se non siamo ricambiati, soffriamo.

Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi.

Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative.

Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male.

Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali.

Ogni essere umano è un universo a sé stante.

Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse.

Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro.

È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore.

Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.

Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene.

Si soffre a causa degli attaccamenti.

Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro.

Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”.

Ma è chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza.

Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita e la propria anima.

E l’anima non si può indennizzare.

Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori.

Perché l’amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri.

Amare significa confidare pienamente nel fatto che l’altro ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente: non si tratta di un nostro egoistico possedimento, bensì di una silenziosa compagnia.

Amare significa che non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni.

Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi.

Dare amore non ne esaurisce la quantità, anzi, la aumenta.

E per ricambiare tutto quell’amore, bisogna aprire il cuore e lasciarsi amare.

«Adesso ho capito» – rispose la rosa dopo una lunga pausa.

Antoine de Saint-ExupéryIl piccolo principe 

“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”

un processo fluido

UN PROCESSO FLUIDO

UN PROCESSO FLUIDO

Una persona è un processo fluido, non un’entità fissa e statica; un fiume fluente di cambiamento, non un blocco di materiale solido; una costellazione continua di potenzialità, non una quantità fissa di tratti.
La vita piena è dunque un processo, non uno stato.

E’ una direzione, non una destinazione.

Se accetto l’altra persona come qualcosa di rigido, di già diagnosticato e classificato, di già formato dal suo passato, contribuisco a confermare questa ipotesi limitata.

Se l’accetto come un processo di divenire, contribuisco, invece, al limite delle mie possibilità, a confermare e a rendere reali le sue potenzialità.

Tutti abbiamo paura di cambiare.

Una delle ragioni principali della resistenza a comprendere, è la paura del cambiamento: se veramente mi permetto di capire un’altra persona, posso essere anch’io cambiato da quanto comprendo.

Le persone sono altrettanto meravigliose quanto i tramonti se io li lascio essere ciò che sono.
In realtà, la ragione per cui forse possiamo veramente apprezzare un tramonto è che non possiamo controllarlo.
Quando osservo un tramonto non mi capita di dire: “Addolcire un po’ l’arancione sull’angolo destro, mettere un po’ più di rosso porpora alla base, ed usare tinte più rosa per il colore delle nuvole”.

Non tento di controllare un tramonto. Ammiro con soggezione il suo dispiegarsi.
Apportiamo un aiuto profondo solo quando nella relazione rischiamo noi stessi come persone, quando sperimentiamo l’altro come una persona con i suoi diritti: solo allora ha luogo un incontro ad una profondità tale da dissolvere il dolore della solitudine in entrambi.

Carl Rogers

“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”

LE PAROLE GENTILI

LE PAROLE GENTILI

Gli psicoterapeuti

devono trovare

le parole giuste da dire

e le parole giuste

non possono che essere

parole gentili.

Eugenio Borgna

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Dott. Donato Saulle

Psicologo Milano Donato Saulle

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Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO– Cell. 3477966388blu psicologo milano

Eugenio Borgna (Borgomanero, 22 luglio 1930) è uno psichiatra, saggista e accademico italiano.
Come primario di servizi psichiatrici ospedalieri, fin dai primi anni ’60 ha adottato metodi di cura che, esorbitando dalla comune prassi clinica, si sono incentrati sul dialogo reciproco e l’ascolto empatico del paziente psichiatrico, non soggetto ad alcuna forma di coercizione, contenzione o imposizione, sperimentando così, per la prima volta in Italia, una nuova maniera di accostarsi alla malattia psichiatrica, più umana, rispettosa e comprensiva del dolore del paziente.

ABBI PAURA DELLA COSA GIUSTA – Psicologia e Buddismo

ABBI PAURA DELLA COSA GIUSTA

Psicologia e Buddismo

Tutti noi pensiamo che la paura sia terribile e dolorosa, ma i buddhisti – grandi maestri di psicologia per migliaia di anni – non includono la paura nella lunga lista delle afflizioni mentali descritta nell’Abidharma, l’insegnamento radice della psicologia buddhista.

La rabbia viene menzionata, l’impazienza pure.

Tante altre afflizioni ben conosciute vengono menzionate, ma non la paura.

Ho sempre pensato che ciò fosse abbastanza peculiare, ma se lo valutiamo da vicino andremo a comprendere perché ciò ha senso.

Essere liberi dalla paura è certamente molto elogiato nel Buddhadharma.

Uno dei tre tipi del dare è dare a qualcuno protezione dalla paura.

Ciò è l’essenza dell’abhaya, del mudra e della non-paura. Ed è questo il famoso gesto del Buddha quando tiene la mano in alto con il palmo rivolto verso l’esterno. Difatti, quando si diventa Buddha si è liberi dalla paura.

In circostanze normali, la paura non è un problema ed è per quello che non viene menzionata fra le afflizioni mentali.

La paura è una cosa salutare, in generale. È la consapevolezza del pericolo. È protettiva, è ciò che ci aiuta a non avventurarci verso un leone affamato.

Perciò, la paura è di aiuto nel quotidiano.

La paura è anche di aiuto nel senso buddhista nel suo aspetto di paura della sofferenza come rappresentato nella Prima Nobile Verità.

La verità della sofferenza non è una profezia apocalittica. Non è l’espressione di un inevitabile destino. Al contrario, ci mette in uno stato di allerta verso il fatto di non comprendere chi siamo realmente.

Siamo allucinati circa la sofferenza. Dovremmo essere consapevoli della sofferenza. Dovremmo essere spaventati dalla sofferenza. Altrimenti, perché dovremmo mai occuparci della sofferenza?

La paura ci spingerà verso la comprensione del mondo e di noi stessi e, quando lo facciamo, arriviamo all’apprezzamento della Seconda Nobile Verità: la sofferenza si radica nell’abitudine di fabbricare un sé assoluto.

Attraversiamo la nostra vita essendo “assoluti”, come se nient’altro fosse importante, ma possiamo anche osservare quest’abitudine e imparare che così non funziona.

Possiamo sviluppare la concentrazione profonda, la meditazione univoca e liberarci alla fine dalla profonda concezione dell’io assoluto, in contrapposizione a tutto e tutti.

Se non superiamo questa concezione del sé assoluto, discenderemo nei reami inferiori dell’esistenza.

E questo è davvero degno di paura.

La Terza Nobile Verità è Nirvana – il fatto che sia possibile liberarsi dalla sofferenza pur rimanendo vivi.

Tante persone pensano di potersi liberare dalla sofferenza in modo permanente semplicemente alla morte, ma la Terza Nobile Verità ci insegna che è possibile essere liberi dalla sofferenza e vivere lo stesso.

Ed è questa l’ultima intrepidezza, la non-paura.

E il Buddha ci offre i mezzi per realizzare ciò nella Quarta Nobile Verità, che descrive un processo educativo di studio, concentrazione, meditazione e cambiamento dello stile di vita.

Se seguiamo questo sentiero, possiamo raggiungere uno stato in cui essere connessi alla nostra propria nobiltà e a quella degli altri.

Realizziamo che non esiste un sé assoluto, realizziamo che il sé esiste in un modo relazionale e flessibile.

Comprendiamo noi stessi come intrecciati con l’universo.

Abbiamo ridotto il nostro senso di isolamento e alienazione dagli altri, l’essere sconnessi dal mondo.

Abbiamo così incrementato e intensificato il nostro senso di essere connessi con il mondo. Non temiamo questo essere connessi.

Si dice che è l’ignoranza che ci fa temere ciò di cui non dovremmo avere paura e di non temere ciò di cui invece dovremmo avere paura.

Normalmente abbiamo paura dell’essere connessi ma è proprio l’essere non-connessi che dobbiamo averne paura.

Iniziare con il giusto genere di paura è la via all’abbandono della stessa.

Robert Alexander Farrar Thurman

“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”  

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Dott. Donato Saulle

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Fonte:
Robert Alexander Farrar Thurman
Robert Alexander Farrar Thurman è uno scrittore, accademico e monaco buddhista statunitense, che ha scritto, curato e tradotto numerosi libri sul Buddhismo tibetano.
È docente di studi buddhisti indo-tibetani Je Tzong Khapa alla Columbia University, cofondatore e presidente della Tibet House di New York e attivista anti-cinese per la libertà del Tibet.

No Time For Love Like Now – Michael Stipe

No Time For Love Like Now – Michael Stipe

Una canzone per questo tempo dolente.

No time for Love like now. Michael Stipe – Lyrics

No time for breezy
no time for arguments
no time for love like now

there’s no time in the bardo
no time in the in-between
no time for love like now

there’s no time for dancing
there’s no time for undecideds
no time for love like now

where did this all begin to change
the lockdown memories can’t sustain
this glistening, hanging free fall

i turned away from the glorious light
i turned my head and cried
whatever waiting means in this new place
i am waiting for you

there’s no time for honey
no time for psalms and thresholds
whisper a sweet prayer sigh

where did this all begin to change
the lockdown memories can’t sustain
this glistening, hanging free fall

i turned away from the glorious light
i turned my head and cried
whatever waiting means in this new place
i am waiting for you
your voice is echoing love love love love love
i hear it far far away
and i am waiting for you
i am waiting for you
whatever waiting means in this new place
i am waiting for you
i am waiting for you

No time for Love like now. Michael Stipe

Traduzione

Non c’è tempo per la brezza
non c’è tempo per litigare
non c’è tempo per l’amore adesso

non c’è tempo nel bardo
non c’è tempo nel mezzo
non c’è tempo per l’amore come adesso

non c’è tempo per ballare
non c’è tempo per gli indecisi
non c’è tempo per l’amore adesso

dove ha iniziato a cambiare tutto questo
i ricordi di blocco non possono sostenere
questa caduta libera scintillante e sospesa

mi allontanai dalla luce gloriosa
ho girato la testa e ho pianto
qualunque cosa significhi aspettare in questo nuovo posto
Ti sto aspettando

non c’è tempo per la dolcezza
non c’è tempo per salmi e soglie
per sussurrare un dolce sospiro di preghiera

dove ha iniziato a cambiare tutto questo
i ricordi di blocco non possono sostenere
questa caduta libera scintillante e sospesa

mi allontanai dalla luce gloriosa
ho girato la testa e ho pianto
qualunque cosa significhi aspettare in questo nuovo posto
Ti sto aspettando
la tua voce fa eco amore amore amore amore amore
lo sento molto lontano
e ti aspetto
Ti sto aspettando
qualunque cosa significhi aspettare in questo nuovo posto
Ti sto aspettando
Ti sto aspettando

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LIBRI DA ASCOLTARE

LIBRI DA ASCOLTARE

In questo periodo di particolare inattività per molti può non essere utile passare troppo tempo seguendo in tv o alla radio aggiornamenti costanti che procurano ansia e stati di confusione che non aiutano a mantenere la necessaria calma e razionalità per fronteggiare il momento che stiamo vivendo in modo adeguato.

E’ utile aggiornarsi magari una sola volta al giorno tramite i canali ufficiali per conoscere l’evolversi della situazione e le misure da adottare senza necessariamente seguire in modo ansiogeno informazioni minuto per minuto.

Per questo motivo voglio condividere questa iniziativa del sito della Rai dove si possono ascoltare libri letti da attori molto bravi.

Potrebbe essere molto utile e piacevole concedersi momenti di distrazione non banale.

Il sito è questo:

www.raiplayradio.it

Si possono trovare molti libri di autori diversi; a me sono piaciuti questi:

Il gelo di Romano Bilenchi letto da Sandro Lombardi

Il barone rampante di Italo Calvino letto da Manuela Mandracchia

Metello di Vasco Pratolini letto da Alessandro Benvenuti

Doppio sogno di Arthur Schnitzler letto da Marco Foschi

Memorie del sottosuolo di Fëdor Dostoevskij letto da Chiara Guidi

Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij letto da Alessandro Benvenuti

Buon ascolto.

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Immagine di copertina: Jacek Yerka, 1952 ~ Sogno Surrealista

LA BELLA STANZA E’ VUOTA – Le dinamiche nelle crisi di coppia

“Talora ho l’impressione che abbiamo una stanza con due porte
l’una di fronte all’altra,
e ognuno stringe la maniglia di una porta

e basta un batter di ciglia dell’uno
perché l’altro sia già dietro la sua porta
e basta che il primo dica una sola parola

e il secondo ha già certamente chiuso la porta dietro di sé e non si fa più vedere.
Talvolta persino tutti e due siamo di là dalle porte.
E la bella stanza è vuota”.

Da “Lettere a Milena”, carteggi privati tra Franz Kafka e Milena Jesenská

Crisi di Coppia

Una relazione di coppia nasce e si evolve nel tempo, così come si evolvono i singoli partner nella loro vita.
Non sempre gli equilibri su cui si stabilizza restano funzionali.
Può capitare che i partner sentano il legame come insoddisfacente e limitante, non basato su una comprensione reciproca, nel quale siano poste richieste non tollerabili.
Capita che ci si ritrovi in una situazione di “stallo” in cui i partner si accontentano di restare in una dinamica insoddisfacente senza riuscire a trovare strategie per ristrutturare diversamente gli equilibri.
La comunicazione e l’interazione possono diventare frustranti e disfunzionali.
L’aiuto dello psicologo psicoterapeuta può strutturarsi come determinante per analizzare la domanda dei partner in maniera approfondita ed evidenziare con maggiore chiarezza i bisogni della coppia.
Può aiutare a sperimentare nuovi modi per relazionarsi e per ascoltare l’altro nonché supportare l’espressione più funzionale delle proprie emozioni.
Può supportare nella ricerca di strategie che migliorino la comunicazione tra i partner e facilitare il riconoscimento delle proprie risorse e dell’equilibrio necessario affinché possano combinarsi nella coppia, rendendola fonte di esperienze emotive e relazionali piacevoli.

Spesso anche un percorso individuale si rivela molto utile per affrontare le proprie difficoltà di coppia.

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Fonte:
“Lettere a Milena”, carteggi privati tra Franz Kafka e Milena Jesenská
www.studiopsicologo-torino.it
Immagine: Edward Hopper – Sole in una stanza vuota