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RIAPERTURA STUDIO

RIAPERTURA STUDIO

GENNAIO 2026

Terminata la pausa per le festività è ora possibile riprendere, da lunedì 13 gennaio, le sedute in studio.

Per i nuovi pazienti è possibile fissare un primo colloquio utilizzando una delle seguenti modalità:

– inviare una mail all’indirizzo: info@donatosaulle.it
– inviare un SMS al numero: 3477966388
– telefonare direttamente al numero: 3477966388

in tutti i casi verrà richiesto di specificare:

nome
cognome
anni
numero di telefono

Lo studio effettua solo colloqui di psicologia o di psicoterapia con pazienti maggiorenni.

Verrà sempre dato riscontro alla richiesta.

Se non si riceve un riscontro alla propria richiesta durante le 24/48 ore successive si prega di cambiare la modalità del contatto perchè questo significa che la richiesta non è stata ricevuta.

Avere riscontro alla propria richiesta entro 24/48 ore significa poter effettuare un primo colloquio nei tempi più brevi possibili anche se non sempre immediati.

Al termine del primo colloquio il professionista e il paziente concordano l’eventuale prosecuzione del trattamento.

Il professionista potrà farsi carico personalmente dell’intervento o indicare al paziente il nominativo di un altro professionista, sulla base delle specifiche problematiche individuate, oppure indicare professionisti con competenze diverse che possono affiancare il percorso terapeutico intrapreso.

Le regole della privacy sono quelle definite nel documento da sottoscrivere in sede di primo colloquio.

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

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PSICOTERAPIA ON-LINE

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Donato Saulle

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Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388

STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Da oltre un decennio svolgo la mia attività di psicoterapeuta privatamente presso il mio studio di Milano.
Le persone che, dopo un primo colloquio individuale, hanno i requisiti per poter essere seguite  potranno usufruire di una assistenza psicologica costante e in caso di bisogno potranno contattarmi tutti i giorni e in qualsiasi ora ad un numero privato che verrà fornito alla conclusione del primo incontro.blu psicologo milano

Formazione

  • Laureato in Psicologia presso l’Università degli Studi di Pavia
  • Psicologo
  • Psicologo Clinico iscritto all’Albo degli Psicologi della Lombardia n. 03/12876
  • Biennio di specializzazione in psicoterapia Cognitivo Comportamentale
  • Biennio di specializzazione in psicoterapia a indirizzo Psicodinamico
  • Psicoterapeuta
  • Iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti della Lombardia n. 03/12876

Chiedi informazioni adesso se pensi di avere bisogno di un aiuto: Tel. 347 7966388 – Email: info@donatosaulle.it

 Donato Saulle

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COLLABORAZIONI

Colloqui individuali e somministrazione di Test di personalità come MMPI2 e il Rorscharch con il Metodo Exner.
In particolare mi sono occupato, presso il Centro Psicosociale, dei seguenti ambiti psicologici:
disturbi di personalità
problematiche e disagi adolescenziali
ansia
panico
stress
depressione
fobie
disturbi ossessivi e compulsivi

Ho partecipato alla costruzione, presso il Dipartimento di Psicologia, di un progetto di orientamento e formazione finalizzato alla ricerca attiva di un lavoro, realizzato con modalità di consulenza individuale personalizzata, autovalutazione, costruzione del progetto professionale attraverso la conoscenza del contesto competitivo e delle tecniche di ricerca di un impiego, con somministrazione di test psicoattitudinali e motivazionali, mappatura delle competenze, orientamento e bilancio di competenze individuali.

Ho svolto la mia opera all’interno della Casa Circondariale di San Vittore principalmente nel reparto a trattamento avanzato per detenuti tossicodipendenti.
Ho acquisito le conoscenze relative alla personalità del tossicodipendente, al mondo dello schema comportamentale e dei codici affettivo-emotivi sottostanti.
Le cognizioni sul pensiero deviante-criminalizzato sono state la base per la mia partecipazione alle attività dell’area clinica e a quelle rivolte alla sfera psicologica e comportamentale delle persone detenute e della loro possibile evoluzione in relazione a dimensioni quali l’espressione delle attitudini individuali, l’ adesione al mondo delle regole e dei compiti, le capacità relazionali e eventuali risorse attivabili in vista di un futuro reinserimento.

Presidente di Commissioni d’esame presso Centri di Formazione Professionale.

Presidente di Commissioni d’esame presso Centri di Formazione Professionale.

Ho applicato le principali conoscenze della testistica (Minimal Mental State Examitation Test, Tecniche di osservazione di decadimento cognitivo), impostando una relazione corretta con il paziente e con i familiari, affrontando i principali problemi psicologici e comportamentali che il decadimento cognitivo porta con sé e ho applicato le principali tecniche di riattivazione cognitiva e della memoria (ROT, Memory training, Our Time) adattandole alle esigenze del singolo o di un gruppo di pazienti con diversi livelli cognitivi.
Ho creato le di basi per l’intervento con l’anziano sano o portatore di decadimento in relazione alla stimolazione e alla riabilitazione cognitiva prestando particolare attenzione alla diagnosi differenziale alla costruzione della relazione con il paziente e al difficile rapporto con le famiglie ed i Caregivers. Inoltre ho collaborato alla definizione del quadro diagnostico e alla stesura del Piano Assistenziale Individuale di ogni nuovo ospite.

Ho collaborato come formatore di sostegno o come psicologo in regime libero professionale alla stesura del progetto formativo di alcuni studenti e in particolar modo la mia cura era rivolta ad alunni con difficoltà cognitive e/o comportamentali attraverso un empowerment delle risorse personali per una ricerca autonoma e attiva di una occupazione (attraverso l’uso di strumenti multimediali, la stesura del curriculum, lettera di presentazione, preparazione al colloquio ecc.) e, più in generale, allo sviluppo delle competenze comportamentali e relazionali tese a favorire l’inclusione sociale e ad agevolare l’acquisizione di autonomie personali nell’organizzazione e nella gestione del proprio progetto di vita.

  • Progetto “Diversamente Giovani” per una nuova cultura dell’integrazione

Progetto pensato, elaborato e proposto a Fondazione CARIPLO che lo ha approvato e finanziato con il fine di sviluppare una nuova cultura dell’integrazione sul territorio di Milano.

Pianificazione di programmi formativi, pratici ed esperienziali di tutoring per Tirocinio obbligatorio per esame di Stato e Corso di Specializzazione di tirocinanti della Facoltà di Psicologia.

Comunità terapeutica per il recupero di persone polidipendenti e con disturbi depressivi. Ho svolto attività psicologiche e rieducative con colloqui personali e di gruppo orientate al recupero di potenzialità personali e sociali.

Comunità alloggio dedicata al trattamento di pazienti affetti da disturbi psichiatrici che necessitavano di interventi terapeutico riabilitativi o di interventi di supporto sociosanitario effettuabili in regime residenziale.
Rivolta a pazienti con difficoltà di funzionamento personale e sociale, con bisogni complessi, ivi comprese problematiche connesse a comorbidità e con necessità di interventi multi-professionali.

Donato Saulle

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BUON ANNO A TUTTI

 

 

COSA RESTA OGGI DI ERICH FROMM

COSA RESTA OGGI DI ERICH FROMM

“Che cosa resta oggi di Fromm?
Sicuramente il suo pensiero e la sua produzione scientifica hanno attraversato strade importanti nel Novecento, e per questo è relativamente facile individuare, con lo sguardo di oggi, alcuni limiti del suo impianto teorico. Tuttavia, come accade con tutti i grandi pensatori – e Fromm è certamente uno di questi – esiste anche un lascito prezioso.
Il primo riguarda il modo di intendere la sofferenza umana.

Viviamo in un’epoca dominata dalla neuromania, in cui la pratica clinica tende sempre più a restringere il proprio orizzonte, concentrandosi non tanto e non solo sull’individuo nella sua totalità, ma su una sua parte: il cervello, o addirittura su piccole aree anatomiche specifiche, come se la sofferenza umana potesse essere completamente esaurita da un’immagine cerebrale.

L’insegnamento di Fromm, invece, costringe il clinico ad allargare la prospettiva, a mantenere nel proprio sguardo – e quindi nella propria pratica – una molteplicità di fattori, tra cui gli assetti sociali e culturali che hanno un ruolo decisivo nella biografia del soggetto. Questo richiamo alla complessità resta ineludibile, e forse oggi è ancora più necessario.

Vi è poi un secondo lascito fondamentale, legato al metodo.
Fromm è figlio di un’epoca in cui il sapere è un sapere meticciato: le idee migrano, circolano, attraversano confini disciplinari. Egli è uno dei testimoni più significativi di questo nomadismo intellettuale, di questo continuo muoversi da una frontiera all’altra del sapere per raccogliere tutto ciò che può essere utile a comprendere i problemi della società.

Oggi viviamo in un’epoca molto diversa: una stagione segnata dalla parcellizzazione estrema del sapere, in cui si diventa esperti della “punta di uno spillo”. Basterebbe pensare alla sofferenza prodotta dalla globalizzazione, una sofferenza umana – come quella di chi perde il lavoro – che non può essere ricondotta alle categorie nosografiche della psichiatria.

Di fronte a questo scenario, il pensiero e l’insegnamento di Fromm restano di grande attualità: ci ricordano che per comprendere davvero l’essere umano non possiamo ridurlo né a un sintomo né a un circuito neurale, ma dobbiamo considerarne la storia, le relazioni, la società in cui vive.”

 

Erich Fromm

Erich Fromm (1900–1980) è stato uno psicologo sociale, psicoanalista e filosofo tedesco, tra i membri più originali della cosiddetta Scuola di Francoforte. Formatosi nella psicoanalisi freudiana, la unì alla sociologia, all’etica umanistica e al pensiero marxiano, creando una visione centrata sull’uomo, sulla libertà e sui bisogni profondi dell’esistenza. Emigrato negli Stati Uniti nel 1934 per sfuggire al nazismo, divenne un influente intellettuale internazionale. Tra le sue opere più famose: Fuga dalla libertà L’arte di amare Avere o essere? Psicoanalisi della società contemporanea Fromm ha dedicato la vita allo studio dei modi in cui la società può alienare o liberare l’essere umano.  

Adriano Zamperini

Adriano Zamperini  è uno psicologo sociale italiano, professore di Psicologia della violenza e Psicologia sociale presso l’Università di Padova.
È noto per i suoi studi su violenza, disumanizzazione, conflitto, potere, dinamiche vittima–carnefice e processi di esclusione sociale.
Il suo approccio unisce rigore scientifico e attenzione etica: Zamperini indaga come i contesti sociali producano sofferenza, come l’indifferenza possa diventare complicità e come sia possibile costruire forme di responsabilità e cura.
Tra i suoi testi più importanti:
Indifferenza
La prigione della mente
Le ferite invisibili della violenza
Psicologia sociale del male
È considerato una delle voci più autorevoli in Italia sul tema della disumanizzazione e dei meccanismi psicologici della violenza.

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Donato Saulle

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UNA FOLLA DI SOLITARI

UNA FOLLA DI SOLITARI

“Secondo Fromm, la società contemporanea è una società che mira a trasformare l’essere umano principalmente in un consumatore.
È un sistema che tende a ridurre le persone a individui isolati, «atomi» scollegati fra loro, e che spinge il singolo a vivere in città anonime, prive di legami significativi.

È dunque una società che lavora sempre più per costruire un assetto socio-economico in cui l’essere umano è reciso dai suoi rapporti con gli altri: una sorta di “folla di solitari”, per usare una metafora classica della sociologia.
L’essere umano, che nei secoli ha conquistato così tanta libertà, oggi si ritrova a vivere in un contesto in cui quei legami sono fortemente indeboliti, e dove anzi diventa fondamentale il primato dell’individualità come capacità di cavarsela da soli.
Ci troviamo così all’interno di una società fortemente orientata al narcisismo, in cui il narcisismo diventa una sorta di clava che le persone brandiscono l’una contro l’altra per farsi strada in una moltitudine di anonimi.
Viviamo nel culto dell’indifferenza, dove essere disattenti all’altro diventa quasi una norma sociale.
Questo modo di vivere, considerato dall’individuo come una sorta di normalità o di regola condivisa, produce — secondo Fromm — un paradosso:
che cosa posso fare della mia libertà in un mondo che rende sempre più difficile esercitarla?
Perché è evidente che, nel momento in cui taglio i legami e svuoto l’essere umano dei suoi contatti significativi, lo espongo a un mondo caotico e complesso in cui finisce per sentirsi impotente, smarrito, e gravato dalla fatica di decidere.
È la fatica della libertà: la fatica dell’esercizio della responsabilità.”
Adriano Zamperini

Erich Fromm

Erich Fromm (1900–1980) è stato uno psicologo sociale, psicoanalista e filosofo tedesco, tra i membri più originali della cosiddetta Scuola di Francoforte. Formatosi nella psicoanalisi freudiana, la unì alla sociologia, all’etica umanistica e al pensiero marxiano, creando una visione centrata sull’uomo, sulla libertà e sui bisogni profondi dell’esistenza. Emigrato negli Stati Uniti nel 1934 per sfuggire al nazismo, divenne un influente intellettuale internazionale. Tra le sue opere più famose: Fuga dalla libertà L’arte di amare Avere o essere? Psicoanalisi della società contemporanea Fromm ha dedicato la vita allo studio dei modi in cui la società può alienare o liberare l’essere umano.  

Adriano Zamperini

Adriano Zamperini  è uno psicologo sociale italiano, professore di Psicologia della violenza e Psicologia sociale presso l’Università di Padova.
È noto per i suoi studi su violenza, disumanizzazione, conflitto, potere, dinamiche vittima–carnefice e processi di esclusione sociale.
Il suo approccio unisce rigore scientifico e attenzione etica: Zamperini indaga come i contesti sociali producano sofferenza, come l’indifferenza possa diventare complicità e come sia possibile costruire forme di responsabilità e cura.
Tra i suoi testi più importanti:
Indifferenza
La prigione della mente
Le ferite invisibili della violenza
Psicologia sociale del male
È considerato una delle voci più autorevoli in Italia sul tema della disumanizzazione e dei meccanismi psicologici della violenza.

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SULL’ OMOSESSUALITA’ 

SULL’ OMOSESSUALITA’

Un insegnamento di Jiddu Krishnamurti

Krishnamurti non ha trattato spesso in modo diretto il tema dell’omosessualità.

Quando lo faceva, non entrava in discussioni morali o religiose.

Tuttavia egli espresse con chiarezza una visione radicale e profonda su questo tema.
Egli pose al centro del discorso non una condanna né un’adesione a norme, ma piuttosto un’esplorazione della mente umana.
Invitava il pubblico a mettere da parte ogni giudizio, a distanziarsi dalle interpretazioni abituali e dai preconcetti che spesso condizionano la nostra visione.
Osservare con occhi liberi significava guardare la realtà in modo spoglio, senza le lenti delle opinioni sociali o personali, per cogliere ciò che essa rappresenta realmente.

Per Krishnamurti il vero ostacolo non risiedeva nella sessualità in sé, né nella forma che essa assume nelle relazioni umane,
ma piuttosto nell’importanza eccessiva che l’individuo e la società nel suo insieme tendevano ad attribuirle.
Egli notava come gli esseri umani si aggrappino a simboli e concetti, conferendo loro un peso sproporzionato che finisce per distorcere la realtà.
Quando un singolo aspetto dell’esistenza, come la sessualità, diventa oggetto di preoccupazioni ossessive o di giudizi rigidi,
si perde di vista la natura complessiva della vita e delle relazioni tra le persone.

Krishnamurti sosteneva che i problemi sorgono proprio da questa tendenza a separare, a ingabbiare certi temi entro schemi rigidi,
dove gli individui si identificano con etichette o definizioni che, invece di liberare, imprigionano.
Egli proponeva di esplorare la mente, di conoscere la radice di ogni pensiero, di ogni sentimento legato a queste tematiche.
Solo così sarebbe stato possibile comprendere veramente, e non soltanto reagire. Questa esplorazione richiedeva uno sguardo attento e privo di giudizio,
un’indagine libera da influenze culturali o morali predefinite.

Per lui non si trattava di negare la propria sessualità o di conformarsi a un ideale imposto dall’esterno, ma di comprendere la propria vera natura.
Scoprire cosa si è realmente, al di là delle etichette e delle categorie. Solo così si poteva giungere a una verità autentica, non distorta.

Krishnamurti incoraggiava le persone a riflettere sulla propria tendenza a giudicare e a etichettare.
Le invitava a chiedersi se queste reazioni non fossero, in fondo, un riflesso della paura e dell’insicurezza che caratterizzano l’essere umano.
Quando ci si osserva con sincerità, si scopre che le opinioni rigide e i preconcetti non nascono da una comprensione profonda, ma spesso da un’idea di un’idea,
da una paura dell’ignoto che porta a voler incasellare ogni aspetto della vita entro limiti definiti.

Questo desiderio di certezza, secondo Krishnamurti, è ciò che impedisce all’individuo di vedere la realtà nella sua complessità.
L’atteggiamento che egli suggeriva era quello di un’osservazione pura, priva di scopo.
Nel contesto della sessualità, questa consapevolezza conduceva a una libertà interiore, a un’accettazione di sé che non dipendeva dalle approvazioni o dai giudizi esterni,
ma dalla conoscenza intima e profonda della propria essenza.

Quando si raggiunge questa chiarezza, la sessualità smette di essere un problema, un tema che divide,
e diventa una parte naturale e integrata della propria esperienza.
Qualcosa da vivere senza oppressioni.

Questa comprensione rappresentava per lui la chiave per superare ogni discriminazione e ogni forma di separazione che le idee e le norme sociali possono creare.
L’invito di Krishnamurti era a guardare dentro di sé, a osservare senza riserve, a vivere senza etichette e senza imposizioni.

Perché solo in questo stato di libertà è possibile amare e accettare sia sé stessi sia gli altri,
per ciò che sono, senza attribuire significati eccessivi a un singolo aspetto dell’esistenza umana.

L’amore è, nella sua essenza, una forza universale che travolge ogni distinzione superficiale, ogni struttura o convenzione sociale.
È qualcosa di irrinunciabile, di incrollabile, di incontrollabile.
È innato, una realtà che non può essere contenuta né limitata dalle costruzioni umane.

Non è confinato in un genere, in una forma o in una tradizione culturale predefinita.
L’amore, per sua natura, supera le categorie imposte e i confini stabiliti.
Propone una libertà completa, perché è l’espressione autentica di ciò che l’individuo è davvero, nel profondo.

L’amore non scaturisce da obblighi o dall’accettazione passiva di norme morali.
Non è qualcosa a cui si giunge seguendo una strada tracciata dalla società o dall’educazione, né un sentimento che si risveglia per semplice obbedienza o adesione alle aspettative altrui.
L’amore nasce dall’esplorazione interiore, dal conoscersi intimamente, dal raggiungere quella comprensione profonda che si ottiene solo guardando dentro di sé.

Non è il frutto di obblighi, né di una relazione superficiale con sé stessi.
È una connessione che richiede consapevolezza, una consapevolezza che va oltre ogni imposizione,
perché solo essa permette di intravedere l’autenticità di ogni emozione, di ogni pensiero, di ogni sensazione.

Amare, in questo senso, significa liberarsi dall’ego e dalle aspettative sociali, spogliarsi di ogni condizionamento e tornare alla propria verità.
L’amore non è che pura trasparenza dell’essere, libera da maschere e da sovrastrutture.

La bellezza dell’amore si svela nella libertà di accogliere l’altro senza pregiudizi, senza paure, in una comunione che non lascia spazio al controllo o alla gelosia.
Ogni tentativo di imporsi sull’altro o di cercare conferme nella relazione è una distorsione.
L’amore autentico non chiede di essere definito, perché non risiede nel bisogno, ma nell’accettazione della propria verità
e nella scoperta di un legame che sgorga spontaneamente da questo stato di chiarezza interiore.

L’amore, in fondo, è un viaggio. Un viaggio di scoperta, un ritorno a sé stessi, che richiede un’autentica accettazione di sé,
uno sguardo profondo sulle proprie emozioni, sulle proprie paure e sui propri desideri.

È un invito a interrogarsi, a riconoscersi, a comprendere ciò che si prova, senza farsi dominare dalle aspettative, senza cercare conferme o approvazioni esterne.
Questo amore, nato dalla consapevolezza, non ha bisogno di legittimazioni.
È un’esperienza di profonda libertà emotiva, che apre all’altro con la sincerità di chi non ha nulla da nascondere, di chi non teme di rivelarsi.

La libertà, qui, è una condizione indispensabile, una verità interiore che si manifesta quando si smette di temere il giudizio o il rifiuto
e si accetta l’altro come specchio della propria realtà.

Ogni persona custodisce dentro di sé il seme di questo amore autentico,
un potenziale puro e intatto, spesso soffocato dai condizionamenti della società e dalle catene delle aspettative collettive.
Gli esseri umani tendono a conformarsi a modelli preimpostati di relazione, a comportarsi in un certo modo per essere accettati e soddisfare i desideri altrui,
piuttosto che rispondere alla verità del proprio cuore.

Questo adattamento, tuttavia, finisce per allontanarli da sé stessi, ingabbiandoli in relazioni che perdono autenticità,
ridotte a un riflesso di ciò che gli altri si aspettano da noi.

Per raggiungere l’amore autentico è necessario un atto di grande coraggio.
Serve una forza immensa per liberarsi dalle imposizioni sociali, per superare i pregiudizi e raggiungere quel grado di consapevolezza
che permette di ritrovare la propria essenza più vera.

Soltanto conoscendosi a fondo si può veramente amare senza costrizioni, senza il bisogno di possedere o trattenere l’altro.
L’amore, dunque, non è né possesso né controllo, ma è un dono che si esprime con la libertà di chi accoglie e lascia andare.
Di chi non cerca di cambiare l’altro, ma di scoprirlo per ciò che è.

In questo stato di amore autentico, le relazioni si elevano a un livello di purezza e comunione reale,
perché vengono vissute senza riserve e senza condizioni.

La consapevolezza che guida questo amore è una forza trasformativa che spezza ogni catena,
ogni legame costruito sull’ego o sul bisogno, aprendo una strada fondata sulla sincerità e sulla libertà.

Per Krishnamurti infine l’omosessualità non è un problema morale: è un’espressione naturale della vita che diventa conflitto solo quando viene giudicata o repressa.

 

NEL TUO FUTURO

NEL TUO FUTURO

La breve strofa della poesia è una dedica intensa e affettuosa:

“Portami con te lontano … lontano … nel tuo futuro.”

Il poeta, Giorgio Caproni, si rivolge al figlio, chiedendo di essere portato con sé nel suo futuro.
Non si tratta di un desiderio di controllo, ma di partecipazione emotiva ed esistenziale: il padre riconosce che il futuro appartiene al figlio, ma chiede di non esserne escluso.
La ripetizione di “lontano” suggerisce sia la profondità del tempo che verrà, sia la speranza che il legame affettivo sopravviva.

Portami con te lontano … lontano…
nel tuo futuro.»*

È un frammento essenziale, quasi una preghiera, che racchiude la nostalgia, l’affetto e il desiderio di non essere dimenticato.

Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990) è stato un poeta, critico letterario, traduttore e scrittore italiano.

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ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”  

Dott. Donato Saulle

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SULL’AMORE – Un insegnamento di Jiddu Krishnamurti

SULL’AMORE

Un insegnamento di Jiddu Krishnamurti

“L’amore è, nella sua essenza, una forza universale che travolge ogni distinzione superficiale, ogni struttura o convenzione sociale.
È qualcosa di irrinunciabile, di incrollabile, di incontrollabile.
È innato, una realtà che non può essere contenuta né limitata dalle costruzioni umane.

Non è confinato in un genere, in una forma o in una tradizione culturale predefinita.
L’amore, per sua natura, supera le categorie imposte e i confini stabiliti.
Propone una libertà completa, perché è l’espressione autentica di ciò che l’individuo è davvero, nel profondo.

L’amore non scaturisce da obblighi o dall’accettazione passiva di norme morali.
Non è qualcosa a cui si giunge seguendo una strada tracciata dalla società o dall’educazione, né un sentimento che si risveglia per semplice obbedienza o adesione alle aspettative altrui.
L’amore nasce dall’esplorazione interiore, dal conoscersi intimamente, dal raggiungere quella comprensione profonda che si ottiene solo guardando dentro di sé.

Non è il frutto di obblighi, né di una relazione superficiale con sé stessi.
È una connessione che richiede consapevolezza, una consapevolezza che va oltre ogni imposizione,
perché solo essa permette di intravedere l’autenticità di ogni emozione, di ogni pensiero, di ogni sensazione.

Amare, in questo senso, significa liberarsi dall’ego e dalle aspettative sociali, spogliarsi di ogni condizionamento e tornare alla propria verità.
L’amore non è che pura trasparenza dell’essere, libera da maschere e da sovrastrutture.

La bellezza dell’amore si svela nella libertà di accogliere l’altro senza pregiudizi, senza paure, in una comunione che non lascia spazio al controllo o alla gelosia.
Ogni tentativo di imporsi sull’altro o di cercare conferme nella relazione è una distorsione.
L’amore autentico non chiede di essere definito, perché non risiede nel bisogno, ma nell’accettazione della propria verità
e nella scoperta di un legame che sgorga spontaneamente da questo stato di chiarezza interiore.

L’amore, in fondo, è un viaggio. Un viaggio di scoperta, un ritorno a sé stessi, che richiede un’autentica accettazione di sé,
uno sguardo profondo sulle proprie emozioni, sulle proprie paure e sui propri desideri.

È un invito a interrogarsi, a riconoscersi, a comprendere ciò che si prova, senza farsi dominare dalle aspettative, senza cercare conferme o approvazioni esterne.
Questo amore, nato dalla consapevolezza, non ha bisogno di legittimazioni.
È un’esperienza di profonda libertà emotiva, che apre all’altro con la sincerità di chi non ha nulla da nascondere, di chi non teme di rivelarsi.

La libertà, qui, è una condizione indispensabile, una verità interiore che si manifesta quando si smette di temere il giudizio o il rifiuto
e si accetta l’altro come specchio della propria realtà.

Ogni persona custodisce dentro di sé il seme di questo amore autentico,
un potenziale puro e intatto, spesso soffocato dai condizionamenti della società e dalle catene delle aspettative collettive.
Gli esseri umani tendono a conformarsi a modelli preimpostati di relazione, a comportarsi in un certo modo per essere accettati e soddisfare i desideri altrui,
piuttosto che rispondere alla verità del proprio cuore.

Questo adattamento, tuttavia, finisce per allontanarli da sé stessi, ingabbiandoli in relazioni che perdono autenticità,
ridotte a un riflesso di ciò che gli altri si aspettano da noi.

Per raggiungere l’amore autentico è necessario un atto di grande coraggio.
Serve una forza immensa per liberarsi dalle imposizioni sociali, per superare i pregiudizi e raggiungere quel grado di consapevolezza
che permette di ritrovare la propria essenza più vera.

Soltanto conoscendosi a fondo si può veramente amare senza costrizioni, senza il bisogno di possedere o trattenere l’altro.
L’amore, dunque, non è né possesso né controllo, ma è un dono che si esprime con la libertà di chi accoglie e lascia andare.
Di chi non cerca di cambiare l’altro, ma di scoprirlo per ciò che è.

In questo stato di amore autentico, le relazioni si elevano a un livello di purezza e comunione reale,
perché vengono vissute senza riserve e senza condizioni.

La consapevolezza che guida questo amore è una forza trasformativa che spezza ogni catena,
ogni legame costruito sull’ego o sul bisogno, aprendo una strada fondata sulla sincerità e sulla libertà.

 

STORIA D’AMORE E DI DISAMORE

STORIA D’AMORE E DI DISAMORE

Questo breve racconto visivo mostra il viaggio di una coppia attraverso le luci e le ombre della relazione.
In poche scene si rappresenta la possibilità di liberarsi dagli introietti, dai giudizi e dalle aspettative di parenti, amici, colleghi e della società intera: una liberazione che diventa possibile solo quando fiorisce un amore autentico, capace di dare radici e ali insieme.

Ma lo stesso amore, se ferito o abbandonato, può trasformarsi in disamore.

Allora i due si allontanano, smarriscono il legame, e ciascuno diventa una monade giudicante, simile agli altri che vivono sotto il segno della solitudine e dell’incomunicabilità.

È una storia che parla di legami e distanze, di come l’amore sappia unire e il pregiudizio dividere, invitando a riflettere sulla nostra capacità di scegliere la relazione invece dell’isolamento.

Un racconto per chi ha amato, per chi ha perso, per chi ha scelto di non smettere di sentire.

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“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”  

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RIAPERTURA STUDIO – 8 SETTEMBRE 2025

RIAPERTURA STUDIO – 8 SETTEMBRE 2025

Terminata la pausa estiva, da lunedì 8 settembre 2025 sarà possibile riprendere le sedute in studio.
Per i nuovi pazienti è possibile fissare un primo colloquio attraverso una delle seguenti modalità:
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Verrà sempre fornito un riscontro alla richiesta.
Se non si riceve alcuna risposta entro 24/48 ore, si prega di utilizzare un’altra modalità di contatto: ciò significa che la richiesta non è stata ricevuta.
Ricevere un riscontro entro 24/48 ore permette di fissare un primo colloquio nei tempi più brevi possibili, anche se non sempre immediati.
Al termine del primo colloquio, professionista e paziente concorderanno l’eventuale prosecuzione del trattamento.
Il professionista potrà:
Farsi carico personalmente dell’intervento;
Indicare il nominativo di un altro professionista, in base alle specifiche problematiche individuate;
Segnalare professionisti con competenze diverse che possano affiancare il percorso terapeutico intrapreso.
Le regole sulla privacy sono quelle riportate nel documento da sottoscrivere in sede di primo colloquio.

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ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

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Donato Saulle

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Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388

STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Da oltre un decennio svolgo la mia attività di psicoterapeuta privatamente presso il mio studio di Milano.
Le persone che, dopo un primo colloquio individuale, hanno i requisiti per poter essere seguite  potranno usufruire di una assistenza psicologica costante.

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Formazione

  • Laureato in Psicologia presso l’Università degli Studi di Pavia
  • Psicologo
  • Psicologo Clinico iscritto all’Albo degli Psicologi della Lombardia n. 03/12876
  • Biennio di specializzazione in psicoterapia Cognitivo Comportamentale
  • Biennio di specializzazione in psicoterapia a indirizzo Psicodinamico
  • Psicoterapeuta
  • Iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti della Lombardia n. 03/12876

Chiedi informazioni adesso se pensi di avere bisogno di un aiuto: Tel. 347 7966388 – Email: info@donatosaulle.it

 Donato Saulle

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COLLABORAZIONI

Colloqui individuali e somministrazione di Test di personalità come MMPI2 e il Rorscharch con il Metodo Exner.
In particolare mi sono occupato, presso il Centro Psicosociale, dei seguenti ambiti psicologici:
disturbi di personalità
problematiche e disagi adolescenziali
ansia
panico
stress
depressione
fobie
disturbi ossessivi e compulsivi

Ho partecipato alla costruzione, presso il Dipartimento di Psicologia, di un progetto di orientamento e formazione finalizzato alla ricerca attiva di un lavoro, realizzato con modalità di consulenza individuale personalizzata, autovalutazione, costruzione del progetto professionale attraverso la conoscenza del contesto competitivo e delle tecniche di ricerca di un impiego, con somministrazione di test psicoattitudinali e motivazionali, mappatura delle competenze, orientamento e bilancio di competenze individuali.

Ho svolto la mia opera all’interno della Casa Circondariale di San Vittore principalmente nel reparto a trattamento avanzato per detenuti tossicodipendenti.
Ho acquisito le conoscenze relative alla personalità del tossicodipendente, al mondo dello schema comportamentale e dei codici affettivo-emotivi sottostanti.
Le cognizioni sul pensiero deviante-criminalizzato sono state la base per la mia partecipazione alle attività dell’area clinica e a quelle rivolte alla sfera psicologica e comportamentale delle persone detenute e della loro possibile evoluzione in relazione a dimensioni quali l’espressione delle attitudini individuali, l’ adesione al mondo delle regole e dei compiti, le capacità relazionali e eventuali risorse attivabili in vista di un futuro reinserimento.

Presidente di Commissioni d’esame presso Centri di Formazione Professionale.

Presidente di Commissioni d’esame presso Centri di Formazione Professionale.

Ho applicato le principali conoscenze della testistica (Minimal Mental State Examitation Test, Tecniche di osservazione di decadimento cognitivo), impostando una relazione corretta con il paziente e con i familiari, affrontando i principali problemi psicologici e comportamentali che il decadimento cognitivo porta con sé e ho applicato le principali tecniche di riattivazione cognitiva e della memoria (ROT, Memory training, Our Time) adattandole alle esigenze del singolo o di un gruppo di pazienti con diversi livelli cognitivi.
Ho creato le di basi per l’intervento con l’anziano sano o portatore di decadimento in relazione alla stimolazione e alla riabilitazione cognitiva prestando particolare attenzione alla diagnosi differenziale alla costruzione della relazione con il paziente e al difficile rapporto con le famiglie ed i Caregivers. Inoltre ho collaborato alla definizione del quadro diagnostico e alla stesura del Piano Assistenziale Individuale di ogni nuovo ospite.

Ho collaborato come formatore di sostegno o come psicologo in regime libero professionale alla stesura del progetto formativo di alcuni studenti e in particolar modo la mia cura era rivolta ad alunni con difficoltà cognitive e/o comportamentali attraverso un empowerment delle risorse personali per una ricerca autonoma e attiva di una occupazione (attraverso l’uso di strumenti multimediali, la stesura del curriculum, lettera di presentazione, preparazione al colloquio ecc.) e, più in generale, allo sviluppo delle competenze comportamentali e relazionali tese a favorire l’inclusione sociale e ad agevolare l’acquisizione di autonomie personali nell’organizzazione e nella gestione del proprio progetto di vita.

  • Progetto “Diversamente Giovani” per una nuova cultura dell’integrazione

Progetto pensato, elaborato e proposto a Fondazione CARIPLO che lo ha approvato e finanziato con il fine di sviluppare una nuova cultura dell’integrazione sul territorio di Milano.

Pianificazione di programmi formativi, pratici ed esperienziali di tutoring per Tirocinio obbligatorio per esame di Stato e Corso di Specializzazione di tirocinanti della Facoltà di Psicologia.

Comunità terapeutica per il recupero di persone polidipendenti e con disturbi depressivi. Ho svolto attività psicologiche e rieducative con colloqui personali e di gruppo orientate al recupero di potenzialità personali e sociali.

Comunità alloggio dedicata al trattamento di pazienti affetti da disturbi psichiatrici che necessitavano di interventi terapeutico riabilitativi o di interventi di supporto sociosanitario effettuabili in regime residenziale.
Rivolta a pazienti con difficoltà di funzionamento personale e sociale, con bisogni complessi, ivi comprese problematiche connesse a comorbidità e con necessità di interventi multi-professionali.

Donato Saulle

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IL PREGIUDIZIO

IL PREGIUDIZIO

spiegato da Maurizio Ferraris

“L’Illuminismo si pone lo scopo di riuscire a lasciarsi guidare dalla ragione invece che dal pregiudizio, dalla ragione invece che dalla tradizione. Questo è il grande insegnamento che nasce dal Settecento. Non è un caso che proprio in quell’epoca si sia sviluppata con forza la critica dei pregiudizi: si scrivevano continuamente libri e saggi contro i pregiudizi degli antichi, contro le superstizioni.

Un esempio è un libro del 1766 di un filosofo minore dell’Illuminismo, Mayer, un tedesco, che afferma con chiarezza perché sia così importante combattere i pregiudizi. Egli stabilisce un’analogia tra pregiudizio e peccato: avere pregiudizi è come commettere peccati.

Oggi, abituati come siamo a una società dominata dalla comunicazione e dallo spettacolo, in cui contano il carisma, l’immagine e l’apparenza più della sostanza, può sorprendere pensare che esistesse un’epoca in cui si affermava che avere dei pregiudizi equivalesse a commettere peccati. I pregiudizi venivano infatti considerati “peccati di precipitazione” dell’intelletto umano: peccati di precipitazione perché si giudica troppo in fretta, senza riflettere, come nel proverbio “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.

La dottrina dei pregiudizi presenta quindi una grande somiglianza con quella dei peccati. E non si dovrebbe considerare vana o insignificante una scienza che si adopera per conoscere nel modo più esauriente la natura del peccato, la varietà delle sue forme, le cause e gli effetti. Nessuno, infatti, biasimerebbe un maestro morale che torna incessantemente su questo vasto tema, poiché chi arricchisce con nuove riflessioni la dottrina del peccato rende un servizio prezioso agli uomini.

Dalla dottrina dei pregiudizi ci si può attendere un vantaggio analogo: evitare il peccato ed evitare il pregiudizio. Perché i pregiudizi sono le cause originarie della rovina umana e tanto più pericolosi quanto più nascosti e profondi.”

Maurizio Ferraris

è un filosofo e accademico italiano.

Dal 1995 è professore ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino.

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“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”  

Dott. Donato Saulle

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