IL FUTURO SECONDO JUNG

IL FUTURO SECONDO JUNG

“L’uomo cresce secondo la grandezza del suo compito
C. G. Jung

“Chiediamoci adesso in che direzione procede la psicologia junghiana comprendendo che essa tende a porsi sempre di più come psicologia generale che osserva tutta la cultura e a distaccarsi dal modello medico e dal modello delle scienze tradizionali.

Possiamo completare quello che abbiamo detto fino adesso ricordando due principi che Jung ripete spesso: la psicologia è – e non è – una scienza.

Più precisamente Jung dice che la psicologia deve abolirsi come scienza.

Ed è solo abolendosi come scienza che raggiungerà pienamente il suo scopo scientifico.

Naturalmente dobbiamo interpretare questa frase, intendendo che, la psicologia, può dare un grande contributo conoscitivo e diremmo oggi che usiamo molto una distinzione all’interno delle scienze, tra scienza in senso stretto, scienze naturali cioè e scienze umane. Oggi diremmo che la psicologia raggiungerà il suo scopo scientifico, cioè il suo scopo conoscitivo in quanto scienza umana, quando non cade nell’equivoco e nell’ingenuità di presentarsi come una scienza in senso stretto. Come una scienza esatta.

Nel senso della chimica, per esempio, dove mettendo una certa quantità di certi elementi assieme si ottiene sempre quel certo risultato.

La psicologia dipende dalla individualità di ogni psiche che è sempre un poco diversa l’una dall’altra.

Qui vorrei ricordare l’altra frase ripetuta da Jung e l’altro principio che egli enuncia a questo proposito, e cioè che la psiche non possiede un “punto di Archimede” cioè un punto d’appoggio esterno a se stessa.

Nella chimica c’è il laboratorio e c’è l’osservatore, mentre quello che è fondamentale per la psicologia è che si tratterà sempre di una mente, di un sistema psichico, che osserva se stessa.

Il modello freudiano ovviamente risente fortemente ancora dell’aspirazione di Freud a creare un’altra scienza, simile alla medicina, simile alle scienze in senso stretto e quindi procede casualisticamente.

Le sofferenze, le nevrosi, che noi sperimentiamo da adulti vanno ricercate in certe origini, in certe esperienze patologiche che l’individuo ha sofferto durante l’età dello sviluppo.

Jung non si chiede soltanto da dove viene il movimento psichico che stiamo osservando, nel paziente o nella collettività, ma si chiede anche in che direzione va.

Cioè la psicologia di Jung è spesso stata descritta come teleologica o finalistica.

Per capire cosa sta facendo un individuo non basta chiedersi da dove viene e cosa è avvenuto nel passato ma ci chiediamo anche che tipo di futuro l’individuo cerca di costruire

Quindi ci si chiede che senso hanno anche gli inciampi, le nevrosi, le difficoltà che si creano nella vita di un individuo e che cosa sta cercando di raggiungere quella persona”.

Prof . Luigi Zoja

Prof . Luigi Zoja è uno psicoanalista e sociologo italiano.
Ha compiuto le sue prime ricerche sociologiche nella seconda metà degli anni sessanta e ha poi studiato presso il C.G. Jung Institut di Zurigo.

 

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