LA PERSONALITA’ E IL CONFLITTO – Harry Stack Sullivan

HARRY STACK SULLIVAN

La personalità, le relazioni e l’origine interpersonale del conflitto

Introduzione: un autore fondamentale ma spesso dimenticato

Quando parliamo di Harry Stack Sullivan, entriamo in una zona molto particolare della storia della psicoanalisi e della psichiatria del Novecento. Sullivan è uno di quegli autori che non vengono sempre citati quanto Freud, Jung, Klein o Winnicott, ma che hanno lasciato un’impronta profondissima nel modo in cui oggi pensiamo la personalità, le relazioni, l’ansia, la sofferenza psichica e perfino la psicoterapia.

La sua importanza è enorme, perché sposta il centro della comprensione dell’essere umano: non più soltanto l’inconscio come teatro pulsionale chiuso dentro l’individuo, ma la persona come essere essenzialmente relazionale, costruito e trasformato all’interno dei rapporti con gli altri.

In Sullivan, l’essere umano non è un’isola. La mente non si sviluppa in solitudine. La personalità non è una struttura isolata. Essa prende forma nel campo delle relazioni interpersonali.


La vita di Sullivan: le radici di una sensibilità relazionale

Per capire davvero Sullivan bisogna partire dalla sua vita, perché in lui biografia e teoria non sono mondi del tutto separati.

Harry Stack Sullivan nasce nel 1892 a Norwich, nello Stato di New York, in un contesto rurale, figlio di immigrati irlandesi cattolici. La sua infanzia sembra essere stata segnata da isolamento, solitudine, difficoltà di appartenenza e da un senso di estraneità rispetto al mondo che lo circondava.

Era un ragazzo brillante, molto intelligente, ma anche emotivamente isolato. Questo elemento biografico è importante, perché molta parte della sua sensibilità teorica sembra nascere proprio dalla percezione dolorosa della solitudine umana, del bisogno di legame e delle ferite prodotte dalle relazioni fallite o insufficienti.


La svolta clinica

Sullivan si formò in medicina e poi in psichiatria in un’epoca in cui la psichiatria era ancora fortemente segnata dall’approccio biologico, custodialistico e descrittivo.

I pazienti gravi, soprattutto quelli psicotici, venivano spesso considerati incomprensibili, irrecuperabili o comunque poco accessibili a un autentico lavoro psicologico.

Una parte decisiva della grandezza di Sullivan sta proprio qui: egli fu uno dei primi grandi clinici a prendere sul serio il mondo soggettivo dei pazienti psicotici, specialmente degli schizofrenici. Non li vedeva soltanto come corpi malati o come casi da classificare. Cercava invece di comprenderli come persone, come esseri umani che soffrivano all’interno di una particolare organizzazione dell’esperienza relazionale.


La nascita della psichiatria interpersonale

Questo dato è centrale. Sullivan non fu soltanto un teorico. Fu prima di tutto un osservatore finissimo della relazione umana.

Lavorando con pazienti gravemente disturbati, capì che la sofferenza psichica non poteva essere spiegata soltanto attraverso le pulsioni o i meccanismi intrapsichici classici. C’era qualcosa di più originario e più concreto: il fatto che la persona si costituisce sempre all’interno di un mondo di rapporti.

Da qui nasce il suo orientamento, che verrà poi chiamato psichiatria interpersonale.


La personalità come esperienza relazionale

Che cosa significa davvero “interpersonale” in Sullivan?

Significa che la personalità non è qualcosa che esiste isolatamente dentro il soggetto, come se fosse un oggetto interno autosufficiente.

La personalità è, per Sullivan, un modello relativamente stabile di situazioni interpersonali ricorrenti.

Questa definizione è bellissima, perché rompe con una certa idea statica dell’Io. Noi non siamo solo ciò che abbiamo dentro. Siamo anche il modo in cui ci organizziamo nei rapporti con gli altri.

Le nostre paure, il nostro stile affettivo, il nostro modo di avvicinarci o allontanarci, di chiedere amore o di temerlo, di cercare vicinanza o di sabotarla: tutto questo nasce nella trama concreta delle esperienze relazionali.


Il confronto con Freud

Sullivan si colloca storicamente in un momento molto interessante.

Freud aveva già rivoluzionato il pensiero psicologico introducendo l’inconscio, il conflitto, la sessualità infantile e il transfert.

Ma Sullivan, pur conoscendo e utilizzando in parte il lessico psicoanalitico, se ne distacca su un punto decisivo: la centralità delle pulsioni viene ridimensionata a favore della centralità dell’esperienza relazionale.

Potremmo dire che, mentre Freud vedeva nella mente soprattutto il teatro del conflitto tra desiderio, difesa e rimozione, Sullivan vede nella mente il risultato delle esperienze interpersonali ripetute, soprattutto quelle segnate dall’ansia, dalla sicurezza e dalla minaccia al senso di sé.


L’ansia come forza organizzatrice della personalità

Uno dei concetti fondamentali del suo pensiero è proprio quello di ansia.

Per Sullivan, l’ansia non è semplicemente un sintomo tra gli altri. È una forza organizzatrice potentissima dello sviluppo della personalità.

Il bambino non nasce con una personalità già formata; essa si costruisce progressivamente nelle relazioni e soprattutto nel modo in cui l’ambiente trasmette sicurezza o ansia.

Qui il ruolo della madre, o comunque della figura di accudimento, è decisivo.

Sullivan ritiene che l’ansia sia in larga misura interpersonale: viene comunicata, trasmessa e appresa.

Il bambino avverte l’ansia dell’altro significativo e la interiorizza.


Il sistema del Sé

Da qui nasce un altro concetto centrale: il sistema del Sé.

In Sullivan, il sistema del Sé non coincide con il Sé così come verrà concepito nelle teorie successive. È piuttosto un’organizzazione difensiva che si costruisce per proteggere la persona dall’ansia.

Il bambino, crescendo, impara a distinguere ciò che viene accolto e ciò che viene rifiutato nelle relazioni significative.

Alcuni aspetti della sua esperienza vengono associati a sicurezza, approvazione e accettazione; altri a tensione, vergogna, paura e disapprovazione.

Così si struttura una sorta di sistema selettivo che ha lo scopo di mantenere la sicurezza interpersonale ed evitare l’angoscia.


Good Me, Bad Me e Not Me

Sullivan utilizza tre categorie molto note: Good Me, Bad Me e Not Me.

Sono formule semplici ma potentissime.

  • Il Good Me corrisponde agli aspetti dell’esperienza di sé associati a sicurezza e approvazione.
  • Il Bad Me riguarda gli aspetti associati a colpa, vergogna, tensione e disapprovazione.
  • Il Not Me comprende invece quelle esperienze così angoscianti da essere espulse dalla coscienza ordinaria.

Non si tratta semplicemente di contenuti rimossi nel senso freudiano. Sono aspetti vissuti come radicalmente estranei, impossibili da integrare.


Lo sviluppo e la capacità di intimità

Sullivan dedica grande attenzione anche allo sviluppo.

La sua teoria evolutiva non è organizzata in termini psicosessuali come quella freudiana. Lo sviluppo è scandito soprattutto dal tipo di relazioni prevalenti e dai bisogni interpersonali che emergono nelle diverse fasi della vita.

Attribuisce una particolare importanza alla preadolescenza, perché è il momento in cui può emergere per la prima volta una relazione autentica di intimità con un coetaneo.

Per Sullivan, la capacità di intimità non nasce improvvisamente nella coppia adulta. Si prepara molto prima, nelle amicizie profonde e nelle prime esperienze di vicinanza reciproca.


La distorsione personale

Un altro concetto centrale è quello di distorsione personale.

Con questa espressione Sullivan indica la tendenza a percepire il presente attraverso schemi relazionali del passato, attribuendo all’altro significati che derivano da precedenti esperienze affettive.

In termini contemporanei, potremmo parlare di una forma di ripetizione relazionale.

L’altro non viene mai incontrato in modo completamente nuovo: è sempre filtrato da aspettative, paure e memorie relazionali implicite.


La psicoterapia come esperienza relazionale

Se la sofferenza è interpersonale, anche la cura deve esserlo.

Sullivan trasforma profondamente l’idea di relazione terapeutica.

Il terapeuta non è una presenza neutrale e distante. È invece un osservatore partecipe, una formula straordinariamente moderna.

Significa che il terapeuta osserva, ma non dall’esterno. È parte della relazione, la co-costruisce e, proprio per questo, può comprenderne le dinamiche.

La terapia diventa così uno spazio nel quale il paziente può fare esperienza di una relazione diversa, capace di non riprodurre automaticamente l’ansia, il rifiuto, l’umiliazione o la minaccia che hanno organizzato il suo sistema del Sé.


L’eredità di Sullivan

Dal punto di vista culturale, Sullivan ebbe un’influenza vastissima.

È una figura centrale dell’ambiente neofreudiano americano, insieme ad autori come Erich Fromm, Karen Horney e Clara Thompson.

La sua influenza si estende ben oltre la sua scuola diretta. Molte idee che oggi ritroviamo nella psicoanalisi relazionale, nell’intersoggettività, nelle teorie dell’attaccamento e nelle psicoterapie contemporanee erano già presenti nel suo pensiero.


Conclusione: la mente come dialogo

C’è un elemento profondamente umano nell’opera di Sullivan.

Egli sembra ricordarci che la sofferenza psichica non è mai soltanto un fatto individuale. È sempre, in qualche misura, una sofferenza del legame.

Non esiste identità senza relazione. Non esiste sicurezza interna senza una sufficiente esperienza di sicurezza interpersonale.

Se dovessimo riassumere il contributo di Harry Stack Sullivan in una sola frase, potremmo dire così:

La persona umana prende forma nelle relazioni, soffre nelle relazioni, si difende nelle relazioni e può anche guarire nelle relazioni.

Questa è forse la sua intuizione più grande.

La mente non è un monologo.

È, fin dall’inizio, un dialogo.

blu psicologo milano

Molti dei temi affrontati in questo post ritornano anche nel libro “LA TUA ASSENZA”

LA TUA ASSENZA è disponibile su amazon al link: amazon.it/dp/B0H2BQK55P

blu psicologo milano

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

IL SENTIMENTO DI INFERIORITA’ – Alfred Adler

IL SENTIMENTO DI INFERIORITA’

ALFRED ADLER

Viviamo cercando di essere all’altezza, ma spesso ci sentiamo sempre un passo indietro. Adler parte da qui.

Alfred Adler nasce a Vienna nel 1870, nel cuore di quella stagione straordinaria che darà origine alla psicoanalisi. È contemporaneo di Freud, collabora con lui, fa parte del primo gruppo psicoanalitico, ma presto prende le distanze.

Per Freud l’essere umano è mosso dalle pulsioni, le forze inconsce legate al piacere e al conflitto. Per Adler il punto di partenza è diverso: non il trauma, non l’inconscio profondo, ma un’esperienza più immediata, più universale: il sentirsi inferiori.

Adler osserva qualcosa di semplice e radicale. Ogni essere umano nasce in una condizione di fragilità, di dipendenza, di incompletezza. Siamo, all’inizio, esseri mancanti, e da questa mancanza nasce un movimento: il tentativo di crescere, di compensare, di diventare.

Il sentimento di inferiorità, quindi, non è un difetto: è una condizione originaria, è ciò che mette in moto la vita psichica.

Il problema non è sentirsi inferiori. Il problema è cosa facciamo con questa esperienza. Possiamo trasformarla in sviluppo oppure in difesa.

Alcuni individui utilizzano questo sentimento come spinta evolutiva, altri invece cercano di negarlo, di coprirlo, di dimostrarne il contrario.

Ed è qui che, secondo Adler, nasce la nevrosi. Quando il movimento verso la crescita si trasforma in un bisogno rigido di compensazione. Non cerchiamo più di diventare, ma di apparire; non di crescere, ma di dimostrare.

Per comprendere questo processo, Adler introduce un concetto fondamentale: lo stile di vita.

Lo stile di vita è l’organizzazione profonda del nostro modo di essere nel mondo. Si forma precocemente, nei primi anni di vita. È una struttura coerente, anche se spesso inconscia, che orienta il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri, le situazioni; guida le scelte, le relazioni, le aspettative, le paure.

Non reagiamo semplicemente alla realtà: interpretiamo la realtà attraverso il nostro stile di vita.

Per Adler la psicologia non è solo analisi del passato, è comprensione di una direzione. L’essere umano è orientato verso uno scopo. Ogni comportamento, anche il più problematico, ha un significato. Risponde a una logica interna.

Questo introduce un’idea profondamente moderna. Non siamo determinati in modo rigido dalla nostra storia. Siamo orientati da finalità, e queste finalità possono essere riconosciute e trasformate.

In questa prospettiva, la salute psicologica assume un significato preciso. Non è perfezione, non è assenza di conflitto: è capacità di cooperazione, è interesse sociale.

Adler parla di Gemeinschaftsgefühl, il sentimento di appartenenza alla comunità umana.

Essere sani, per Adler, significa sentirsi parte, capaci di contribuire, di entrare in relazione, di riconoscere l’altro.

Per questo il vero opposto del sentimento di inferiorità non è la superiorità, è il senso di appartenenza.

E allora la domanda cambia: non più “quanto valgo?”, ma “riesco a stare in relazione? Riesco a partecipare alla vita comune?”.

In questo passaggio l’individuo smette di confrontarsi e inizia a connettersi.

Adler ci consegna così una visione dell’essere umano profondamente etica e relazionale. Non siamo definiti solo da ciò che ci manca, ma da come scegliamo di rispondere a quella mancanza.

Ed è in questa risposta che si costruisce il nostro modo di essere nel mondo.

E forse proprio qui il sentimento di inferiorità rivela il suo significato più profondo: non un limite da eliminare, ma una direzione da comprendere.

blu psicologo milano

Se questo argomento ti ha interessato, nel libro La tua assenza di Donato Saulle troverai ulteriori riflessioni sui temi dell’incontro, dell’assenza, della relazione e delle ferite invisibili che accompagnano l’esperienza umana.

Il testo è disponibile su Amazon al link: amazon.it/dp/B0H2BQK55P

Edizione tascabile – 84 pagine – 11,5 × 18,5 cm

    

blu psicologo milano

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

LA TUA ASSENZA

LA TUA ASSENZA

È il racconto di una relazione, di un incontro, di una fatica.
È una storia vera, con nomi cambiati ma emozioni autentiche.
Il protagonista è qualcuno che per anni aspetta un ritorno.
Quello del suo carnefice.

Il testo è disponibile su Amazon al link: amazon.it/dp/B0H2BQK55P

Edizione tascabile – 84 pagine – 11,5 × 18,5 cm

    

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

  

RIAPERTURA STUDIO

RIAPERTURA STUDIO

GENNAIO 2026

Terminata la pausa per le festività è ora possibile riprendere, da lunedì 13 gennaio, le sedute in studio.

Per i nuovi pazienti è possibile fissare un primo colloquio utilizzando una delle seguenti modalità:

– inviare una mail all’indirizzo: info@donatosaulle.it
– inviare un SMS al numero: 3477966388
– telefonare direttamente al numero: 3477966388

in tutti i casi verrà richiesto di specificare:

nome
cognome
anni
numero di telefono

Lo studio effettua solo colloqui di psicologia o di psicoterapia con pazienti maggiorenni.

Verrà sempre dato riscontro alla richiesta.

Se non si riceve un riscontro alla propria richiesta durante le 24/48 ore successive si prega di cambiare la modalità del contatto perchè questo significa che la richiesta non è stata ricevuta.

Avere riscontro alla propria richiesta entro 24/48 ore significa poter effettuare un primo colloquio nei tempi più brevi possibili anche se non sempre immediati.

Al termine del primo colloquio il professionista e il paziente concordano l’eventuale prosecuzione del trattamento.

Il professionista potrà farsi carico personalmente dell’intervento o indicare al paziente il nominativo di un altro professionista, sulla base delle specifiche problematiche individuate, oppure indicare professionisti con competenze diverse che possono affiancare il percorso terapeutico intrapreso.

Le regole della privacy sono quelle definite nel documento da sottoscrivere in sede di primo colloquio.

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

blu psicologo milano

PSICOTERAPIA ON-LINE

blu psicologo milano

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388

STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Da oltre un decennio svolgo la mia attività di psicoterapeuta privatamente presso il mio studio di Milano.
Le persone che, dopo un primo colloquio individuale, hanno i requisiti per poter essere seguite  potranno usufruire di una assistenza psicologica costante e in caso di bisogno potranno contattarmi tutti i giorni e in qualsiasi ora ad un numero privato che verrà fornito alla conclusione del primo incontro.blu psicologo milano

Formazione

  • Laureato in Psicologia presso l’Università degli Studi di Pavia
  • Psicologo
  • Psicologo Clinico iscritto all’Albo degli Psicologi della Lombardia n. 03/12876
  • Biennio di specializzazione in psicoterapia Cognitivo Comportamentale
  • Biennio di specializzazione in psicoterapia a indirizzo Psicodinamico
  • Psicoterapeuta
  • Iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti della Lombardia n. 03/12876

Chiedi informazioni adesso se pensi di avere bisogno di un aiuto: Tel. 347 7966388 – Email: info@donatosaulle.it

 Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

 

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

COLLABORAZIONI

Colloqui individuali e somministrazione di Test di personalità come MMPI2 e il Rorscharch con il Metodo Exner.
In particolare mi sono occupato, presso il Centro Psicosociale, dei seguenti ambiti psicologici:
disturbi di personalità
problematiche e disagi adolescenziali
ansia
panico
stress
depressione
fobie
disturbi ossessivi e compulsivi

Ho partecipato alla costruzione, presso il Dipartimento di Psicologia, di un progetto di orientamento e formazione finalizzato alla ricerca attiva di un lavoro, realizzato con modalità di consulenza individuale personalizzata, autovalutazione, costruzione del progetto professionale attraverso la conoscenza del contesto competitivo e delle tecniche di ricerca di un impiego, con somministrazione di test psicoattitudinali e motivazionali, mappatura delle competenze, orientamento e bilancio di competenze individuali.

Ho svolto la mia opera all’interno della Casa Circondariale di San Vittore principalmente nel reparto a trattamento avanzato per detenuti tossicodipendenti.
Ho acquisito le conoscenze relative alla personalità del tossicodipendente, al mondo dello schema comportamentale e dei codici affettivo-emotivi sottostanti.
Le cognizioni sul pensiero deviante-criminalizzato sono state la base per la mia partecipazione alle attività dell’area clinica e a quelle rivolte alla sfera psicologica e comportamentale delle persone detenute e della loro possibile evoluzione in relazione a dimensioni quali l’espressione delle attitudini individuali, l’ adesione al mondo delle regole e dei compiti, le capacità relazionali e eventuali risorse attivabili in vista di un futuro reinserimento.

Presidente di Commissioni d’esame presso Centri di Formazione Professionale.

Presidente di Commissioni d’esame presso Centri di Formazione Professionale.

Ho applicato le principali conoscenze della testistica (Minimal Mental State Examitation Test, Tecniche di osservazione di decadimento cognitivo), impostando una relazione corretta con il paziente e con i familiari, affrontando i principali problemi psicologici e comportamentali che il decadimento cognitivo porta con sé e ho applicato le principali tecniche di riattivazione cognitiva e della memoria (ROT, Memory training, Our Time) adattandole alle esigenze del singolo o di un gruppo di pazienti con diversi livelli cognitivi.
Ho creato le di basi per l’intervento con l’anziano sano o portatore di decadimento in relazione alla stimolazione e alla riabilitazione cognitiva prestando particolare attenzione alla diagnosi differenziale alla costruzione della relazione con il paziente e al difficile rapporto con le famiglie ed i Caregivers. Inoltre ho collaborato alla definizione del quadro diagnostico e alla stesura del Piano Assistenziale Individuale di ogni nuovo ospite.

Ho collaborato come formatore di sostegno o come psicologo in regime libero professionale alla stesura del progetto formativo di alcuni studenti e in particolar modo la mia cura era rivolta ad alunni con difficoltà cognitive e/o comportamentali attraverso un empowerment delle risorse personali per una ricerca autonoma e attiva di una occupazione (attraverso l’uso di strumenti multimediali, la stesura del curriculum, lettera di presentazione, preparazione al colloquio ecc.) e, più in generale, allo sviluppo delle competenze comportamentali e relazionali tese a favorire l’inclusione sociale e ad agevolare l’acquisizione di autonomie personali nell’organizzazione e nella gestione del proprio progetto di vita.

  • Progetto “Diversamente Giovani” per una nuova cultura dell’integrazione

Progetto pensato, elaborato e proposto a Fondazione CARIPLO che lo ha approvato e finanziato con il fine di sviluppare una nuova cultura dell’integrazione sul territorio di Milano.

Pianificazione di programmi formativi, pratici ed esperienziali di tutoring per Tirocinio obbligatorio per esame di Stato e Corso di Specializzazione di tirocinanti della Facoltà di Psicologia.

Comunità terapeutica per il recupero di persone polidipendenti e con disturbi depressivi. Ho svolto attività psicologiche e rieducative con colloqui personali e di gruppo orientate al recupero di potenzialità personali e sociali.

Comunità alloggio dedicata al trattamento di pazienti affetti da disturbi psichiatrici che necessitavano di interventi terapeutico riabilitativi o di interventi di supporto sociosanitario effettuabili in regime residenziale.
Rivolta a pazienti con difficoltà di funzionamento personale e sociale, con bisogni complessi, ivi comprese problematiche connesse a comorbidità e con necessità di interventi multi-professionali.

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

 

UNA FOLLA DI SOLITARI

UNA FOLLA DI SOLITARI

“Secondo Fromm, la società contemporanea è una società che mira a trasformare l’essere umano principalmente in un consumatore.
È un sistema che tende a ridurre le persone a individui isolati, «atomi» scollegati fra loro, e che spinge il singolo a vivere in città anonime, prive di legami significativi.

È dunque una società che lavora sempre più per costruire un assetto socio-economico in cui l’essere umano è reciso dai suoi rapporti con gli altri: una sorta di “folla di solitari”, per usare una metafora classica della sociologia.
L’essere umano, che nei secoli ha conquistato così tanta libertà, oggi si ritrova a vivere in un contesto in cui quei legami sono fortemente indeboliti, e dove anzi diventa fondamentale il primato dell’individualità come capacità di cavarsela da soli.
Ci troviamo così all’interno di una società fortemente orientata al narcisismo, in cui il narcisismo diventa una sorta di clava che le persone brandiscono l’una contro l’altra per farsi strada in una moltitudine di anonimi.
Viviamo nel culto dell’indifferenza, dove essere disattenti all’altro diventa quasi una norma sociale.
Questo modo di vivere, considerato dall’individuo come una sorta di normalità o di regola condivisa, produce — secondo Fromm — un paradosso:
che cosa posso fare della mia libertà in un mondo che rende sempre più difficile esercitarla?
Perché è evidente che, nel momento in cui taglio i legami e svuoto l’essere umano dei suoi contatti significativi, lo espongo a un mondo caotico e complesso in cui finisce per sentirsi impotente, smarrito, e gravato dalla fatica di decidere.
È la fatica della libertà: la fatica dell’esercizio della responsabilità.”
Adriano Zamperini

Erich Fromm

Erich Fromm (1900–1980) è stato uno psicologo sociale, psicoanalista e filosofo tedesco, tra i membri più originali della cosiddetta Scuola di Francoforte. Formatosi nella psicoanalisi freudiana, la unì alla sociologia, all’etica umanistica e al pensiero marxiano, creando una visione centrata sull’uomo, sulla libertà e sui bisogni profondi dell’esistenza. Emigrato negli Stati Uniti nel 1934 per sfuggire al nazismo, divenne un influente intellettuale internazionale. Tra le sue opere più famose: Fuga dalla libertà L’arte di amare Avere o essere? Psicoanalisi della società contemporanea Fromm ha dedicato la vita allo studio dei modi in cui la società può alienare o liberare l’essere umano.  

Adriano Zamperini

Adriano Zamperini  è uno psicologo sociale italiano, professore di Psicologia della violenza e Psicologia sociale presso l’Università di Padova.
È noto per i suoi studi su violenza, disumanizzazione, conflitto, potere, dinamiche vittima–carnefice e processi di esclusione sociale.
Il suo approccio unisce rigore scientifico e attenzione etica: Zamperini indaga come i contesti sociali producano sofferenza, come l’indifferenza possa diventare complicità e come sia possibile costruire forme di responsabilità e cura.
Tra i suoi testi più importanti:
Indifferenza
La prigione della mente
Le ferite invisibili della violenza
Psicologia sociale del male
È considerato una delle voci più autorevoli in Italia sul tema della disumanizzazione e dei meccanismi psicologici della violenza.

Molti dei temi affrontati in questo video ritornano anche nel mio libro “LA TUA ASSENZA”
LA TUA ASSENZA è disponibile su amazon al link: amazon.it/dp/B0H2BQK55P

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

FUGA DALLA LIBERTA’

FUGA DALLA LIBERTA’

di Erich Fromm spiegato da Adriano Zamperini

Fuga dalla libertà (1941) è uno dei testi più importanti della psicologia sociale del Novecento.
Fromm analizza un paradosso fondamentale dell’essere umano moderno: desideriamo essere liberi, ma spesso, davanti all’angoscia che la libertà comporta, cerchiamo di fuggirla.
La libertà non è solo un dono: è una responsabilità. Quando l’individuo non riesce a sostenere il peso dell’autonomia, può consegnarsi a forme di conformismo che gli evitano di scegliere.
Fromm mostra come i regimi del XX secolo — ma anche i meccanismi psichici quotidiani — nascano proprio da questa tensione tra bisogno di indipendenza e paura della solitudine interiore.
Il libro è oggi attualissimo per capire dipendenza psicologica, consumismo e manipolazione sociale.

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Erich Fromm

Erich Fromm (1900–1980) è stato uno psicologo sociale, psicoanalista e filosofo tedesco, tra i membri più originali della cosiddetta Scuola di Francoforte.
Formatosi nella psicoanalisi freudiana, la unì alla sociologia, all’etica umanistica e al pensiero marxiano, creando una visione centrata sull’uomo, sulla libertà e sui bisogni profondi dell’esistenza.
Emigrato negli Stati Uniti nel 1934 per sfuggire al nazismo, divenne un influente intellettuale internazionale. Tra le sue opere più famose:
Fuga dalla libertà
L’arte di amare
Avere
Psicoanalisi della società contemporanea
Fromm ha dedicato la vita allo studio dei modi in cui la società può alienare o liberare l’essere umano.

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

Adriano Zamperini

è uno psicologo sociale italiano, professore di Psicologia della violenza e Psicologia sociale presso l’Università di Padova.
È noto per i suoi studi su violenza, disumanizzazione, conflitto, potere, dinamiche vittima–carnefice e processi di esclusione sociale.
Il suo approccio unisce rigore scientifico e attenzione etica: Zamperini indaga come i contesti sociali producano sofferenza, come l’indifferenza possa diventare complicità e come sia possibile costruire forme di responsabilità e cura.
Tra i suoi testi più importanti:
Indifferenza
La prigione della mente
Le ferite invisibili della violenza
Psicologia sociale del male
È considerato una delle voci più autorevoli in Italia sul tema della disumanizzazione e dei meccanismi psicologici della violenza.

Molti dei temi affrontati in questo video ritornano anche nel mio libro “LA TUA ASSENZA”
LA TUA ASSENZA è disponibile su amazon al link: amazon.it/dp/B0H2BQK55P

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

blu psicologo milano

Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

@argomentidipsicologia

https://www.youtube.com/channel/UC_Jws3TErlSb55EAaBbkywQ/join

#argomentidipsicologia

SULL’ OMOSESSUALITA’ 

SULL’ OMOSESSUALITA’

Un insegnamento di Jiddu Krishnamurti

Krishnamurti non ha trattato spesso in modo diretto il tema dell’omosessualità.

Quando lo faceva, non entrava in discussioni morali o religiose.

Tuttavia egli espresse con chiarezza una visione radicale e profonda su questo tema.
Egli pose al centro del discorso non una condanna né un’adesione a norme, ma piuttosto un’esplorazione della mente umana.
Invitava il pubblico a mettere da parte ogni giudizio, a distanziarsi dalle interpretazioni abituali e dai preconcetti che spesso condizionano la nostra visione.
Osservare con occhi liberi significava guardare la realtà in modo spoglio, senza le lenti delle opinioni sociali o personali, per cogliere ciò che essa rappresenta realmente.

Per Krishnamurti il vero ostacolo non risiedeva nella sessualità in sé, né nella forma che essa assume nelle relazioni umane,
ma piuttosto nell’importanza eccessiva che l’individuo e la società nel suo insieme tendevano ad attribuirle.
Egli notava come gli esseri umani si aggrappino a simboli e concetti, conferendo loro un peso sproporzionato che finisce per distorcere la realtà.
Quando un singolo aspetto dell’esistenza, come la sessualità, diventa oggetto di preoccupazioni ossessive o di giudizi rigidi,
si perde di vista la natura complessiva della vita e delle relazioni tra le persone.

Krishnamurti sosteneva che i problemi sorgono proprio da questa tendenza a separare, a ingabbiare certi temi entro schemi rigidi,
dove gli individui si identificano con etichette o definizioni che, invece di liberare, imprigionano.
Egli proponeva di esplorare la mente, di conoscere la radice di ogni pensiero, di ogni sentimento legato a queste tematiche.
Solo così sarebbe stato possibile comprendere veramente, e non soltanto reagire. Questa esplorazione richiedeva uno sguardo attento e privo di giudizio,
un’indagine libera da influenze culturali o morali predefinite.

Per lui non si trattava di negare la propria sessualità o di conformarsi a un ideale imposto dall’esterno, ma di comprendere la propria vera natura.
Scoprire cosa si è realmente, al di là delle etichette e delle categorie. Solo così si poteva giungere a una verità autentica, non distorta.

Krishnamurti incoraggiava le persone a riflettere sulla propria tendenza a giudicare e a etichettare.
Le invitava a chiedersi se queste reazioni non fossero, in fondo, un riflesso della paura e dell’insicurezza che caratterizzano l’essere umano.
Quando ci si osserva con sincerità, si scopre che le opinioni rigide e i preconcetti non nascono da una comprensione profonda, ma spesso da un’idea di un’idea,
da una paura dell’ignoto che porta a voler incasellare ogni aspetto della vita entro limiti definiti.

Questo desiderio di certezza, secondo Krishnamurti, è ciò che impedisce all’individuo di vedere la realtà nella sua complessità.
L’atteggiamento che egli suggeriva era quello di un’osservazione pura, priva di scopo.
Nel contesto della sessualità, questa consapevolezza conduceva a una libertà interiore, a un’accettazione di sé che non dipendeva dalle approvazioni o dai giudizi esterni,
ma dalla conoscenza intima e profonda della propria essenza.

Quando si raggiunge questa chiarezza, la sessualità smette di essere un problema, un tema che divide,
e diventa una parte naturale e integrata della propria esperienza.
Qualcosa da vivere senza oppressioni.

Questa comprensione rappresentava per lui la chiave per superare ogni discriminazione e ogni forma di separazione che le idee e le norme sociali possono creare.
L’invito di Krishnamurti era a guardare dentro di sé, a osservare senza riserve, a vivere senza etichette e senza imposizioni.

Perché solo in questo stato di libertà è possibile amare e accettare sia sé stessi sia gli altri,
per ciò che sono, senza attribuire significati eccessivi a un singolo aspetto dell’esistenza umana.

L’amore è, nella sua essenza, una forza universale che travolge ogni distinzione superficiale, ogni struttura o convenzione sociale.
È qualcosa di irrinunciabile, di incrollabile, di incontrollabile.
È innato, una realtà che non può essere contenuta né limitata dalle costruzioni umane.

Non è confinato in un genere, in una forma o in una tradizione culturale predefinita.
L’amore, per sua natura, supera le categorie imposte e i confini stabiliti.
Propone una libertà completa, perché è l’espressione autentica di ciò che l’individuo è davvero, nel profondo.

L’amore non scaturisce da obblighi o dall’accettazione passiva di norme morali.
Non è qualcosa a cui si giunge seguendo una strada tracciata dalla società o dall’educazione, né un sentimento che si risveglia per semplice obbedienza o adesione alle aspettative altrui.
L’amore nasce dall’esplorazione interiore, dal conoscersi intimamente, dal raggiungere quella comprensione profonda che si ottiene solo guardando dentro di sé.

Non è il frutto di obblighi, né di una relazione superficiale con sé stessi.
È una connessione che richiede consapevolezza, una consapevolezza che va oltre ogni imposizione,
perché solo essa permette di intravedere l’autenticità di ogni emozione, di ogni pensiero, di ogni sensazione.

Amare, in questo senso, significa liberarsi dall’ego e dalle aspettative sociali, spogliarsi di ogni condizionamento e tornare alla propria verità.
L’amore non è che pura trasparenza dell’essere, libera da maschere e da sovrastrutture.

La bellezza dell’amore si svela nella libertà di accogliere l’altro senza pregiudizi, senza paure, in una comunione che non lascia spazio al controllo o alla gelosia.
Ogni tentativo di imporsi sull’altro o di cercare conferme nella relazione è una distorsione.
L’amore autentico non chiede di essere definito, perché non risiede nel bisogno, ma nell’accettazione della propria verità
e nella scoperta di un legame che sgorga spontaneamente da questo stato di chiarezza interiore.

L’amore, in fondo, è un viaggio. Un viaggio di scoperta, un ritorno a sé stessi, che richiede un’autentica accettazione di sé,
uno sguardo profondo sulle proprie emozioni, sulle proprie paure e sui propri desideri.

È un invito a interrogarsi, a riconoscersi, a comprendere ciò che si prova, senza farsi dominare dalle aspettative, senza cercare conferme o approvazioni esterne.
Questo amore, nato dalla consapevolezza, non ha bisogno di legittimazioni.
È un’esperienza di profonda libertà emotiva, che apre all’altro con la sincerità di chi non ha nulla da nascondere, di chi non teme di rivelarsi.

La libertà, qui, è una condizione indispensabile, una verità interiore che si manifesta quando si smette di temere il giudizio o il rifiuto
e si accetta l’altro come specchio della propria realtà.

Ogni persona custodisce dentro di sé il seme di questo amore autentico,
un potenziale puro e intatto, spesso soffocato dai condizionamenti della società e dalle catene delle aspettative collettive.
Gli esseri umani tendono a conformarsi a modelli preimpostati di relazione, a comportarsi in un certo modo per essere accettati e soddisfare i desideri altrui,
piuttosto che rispondere alla verità del proprio cuore.

Questo adattamento, tuttavia, finisce per allontanarli da sé stessi, ingabbiandoli in relazioni che perdono autenticità,
ridotte a un riflesso di ciò che gli altri si aspettano da noi.

Per raggiungere l’amore autentico è necessario un atto di grande coraggio.
Serve una forza immensa per liberarsi dalle imposizioni sociali, per superare i pregiudizi e raggiungere quel grado di consapevolezza
che permette di ritrovare la propria essenza più vera.

Soltanto conoscendosi a fondo si può veramente amare senza costrizioni, senza il bisogno di possedere o trattenere l’altro.
L’amore, dunque, non è né possesso né controllo, ma è un dono che si esprime con la libertà di chi accoglie e lascia andare.
Di chi non cerca di cambiare l’altro, ma di scoprirlo per ciò che è.

In questo stato di amore autentico, le relazioni si elevano a un livello di purezza e comunione reale,
perché vengono vissute senza riserve e senza condizioni.

La consapevolezza che guida questo amore è una forza trasformativa che spezza ogni catena,
ogni legame costruito sull’ego o sul bisogno, aprendo una strada fondata sulla sincerità e sulla libertà.

Per Krishnamurti infine l’omosessualità non è un problema morale: è un’espressione naturale della vita che diventa conflitto solo quando viene giudicata o repressa.

Molti dei temi affrontati in questo video ritornano anche nel mio libro “LA TUA ASSENZA”
LA TUA ASSENZA è disponibile su amazon al link: amazon.it/dp/B0H2BQK55P

 

NEL TUO FUTURO

NEL TUO FUTURO

La breve strofa della poesia è una dedica intensa e affettuosa:

“Portami con te lontano … lontano … nel tuo futuro.”

Il poeta, Giorgio Caproni, si rivolge al figlio, chiedendo di essere portato con sé nel suo futuro.
Non si tratta di un desiderio di controllo, ma di partecipazione emotiva ed esistenziale: il padre riconosce che il futuro appartiene al figlio, ma chiede di non esserne escluso.
La ripetizione di “lontano” suggerisce sia la profondità del tempo che verrà, sia la speranza che il legame affettivo sopravviva.

Portami con te lontano … lontano…
nel tuo futuro.»*

È un frammento essenziale, quasi una preghiera, che racchiude la nostalgia, l’affetto e il desiderio di non essere dimenticato.

Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990) è stato un poeta, critico letterario, traduttore e scrittore italiano.

blu psicologo milano

PSICOTERAPIA ON-LINE

blu psicologo milano

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”  

Dott. Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

    

blu psicologo milano

PSICOTERAPIA ON-LINE

blu psicologo milano

SULL’AMORE – Un insegnamento di Jiddu Krishnamurti

SULL’AMORE

Un insegnamento di Jiddu Krishnamurti

“L’amore è, nella sua essenza, una forza universale che travolge ogni distinzione superficiale, ogni struttura o convenzione sociale.
È qualcosa di irrinunciabile, di incrollabile, di incontrollabile.
È innato, una realtà che non può essere contenuta né limitata dalle costruzioni umane.

Non è confinato in un genere, in una forma o in una tradizione culturale predefinita.
L’amore, per sua natura, supera le categorie imposte e i confini stabiliti.
Propone una libertà completa, perché è l’espressione autentica di ciò che l’individuo è davvero, nel profondo.

L’amore non scaturisce da obblighi o dall’accettazione passiva di norme morali.
Non è qualcosa a cui si giunge seguendo una strada tracciata dalla società o dall’educazione, né un sentimento che si risveglia per semplice obbedienza o adesione alle aspettative altrui.
L’amore nasce dall’esplorazione interiore, dal conoscersi intimamente, dal raggiungere quella comprensione profonda che si ottiene solo guardando dentro di sé.

Non è il frutto di obblighi, né di una relazione superficiale con sé stessi.
È una connessione che richiede consapevolezza, una consapevolezza che va oltre ogni imposizione,
perché solo essa permette di intravedere l’autenticità di ogni emozione, di ogni pensiero, di ogni sensazione.

Amare, in questo senso, significa liberarsi dall’ego e dalle aspettative sociali, spogliarsi di ogni condizionamento e tornare alla propria verità.
L’amore non è che pura trasparenza dell’essere, libera da maschere e da sovrastrutture.

La bellezza dell’amore si svela nella libertà di accogliere l’altro senza pregiudizi, senza paure, in una comunione che non lascia spazio al controllo o alla gelosia.
Ogni tentativo di imporsi sull’altro o di cercare conferme nella relazione è una distorsione.
L’amore autentico non chiede di essere definito, perché non risiede nel bisogno, ma nell’accettazione della propria verità
e nella scoperta di un legame che sgorga spontaneamente da questo stato di chiarezza interiore.

L’amore, in fondo, è un viaggio. Un viaggio di scoperta, un ritorno a sé stessi, che richiede un’autentica accettazione di sé,
uno sguardo profondo sulle proprie emozioni, sulle proprie paure e sui propri desideri.

È un invito a interrogarsi, a riconoscersi, a comprendere ciò che si prova, senza farsi dominare dalle aspettative, senza cercare conferme o approvazioni esterne.
Questo amore, nato dalla consapevolezza, non ha bisogno di legittimazioni.
È un’esperienza di profonda libertà emotiva, che apre all’altro con la sincerità di chi non ha nulla da nascondere, di chi non teme di rivelarsi.

La libertà, qui, è una condizione indispensabile, una verità interiore che si manifesta quando si smette di temere il giudizio o il rifiuto
e si accetta l’altro come specchio della propria realtà.

Ogni persona custodisce dentro di sé il seme di questo amore autentico,
un potenziale puro e intatto, spesso soffocato dai condizionamenti della società e dalle catene delle aspettative collettive.
Gli esseri umani tendono a conformarsi a modelli preimpostati di relazione, a comportarsi in un certo modo per essere accettati e soddisfare i desideri altrui,
piuttosto che rispondere alla verità del proprio cuore.

Questo adattamento, tuttavia, finisce per allontanarli da sé stessi, ingabbiandoli in relazioni che perdono autenticità,
ridotte a un riflesso di ciò che gli altri si aspettano da noi.

Per raggiungere l’amore autentico è necessario un atto di grande coraggio.
Serve una forza immensa per liberarsi dalle imposizioni sociali, per superare i pregiudizi e raggiungere quel grado di consapevolezza
che permette di ritrovare la propria essenza più vera.

Soltanto conoscendosi a fondo si può veramente amare senza costrizioni, senza il bisogno di possedere o trattenere l’altro.
L’amore, dunque, non è né possesso né controllo, ma è un dono che si esprime con la libertà di chi accoglie e lascia andare.
Di chi non cerca di cambiare l’altro, ma di scoprirlo per ciò che è.

In questo stato di amore autentico, le relazioni si elevano a un livello di purezza e comunione reale,
perché vengono vissute senza riserve e senza condizioni.

La consapevolezza che guida questo amore è una forza trasformativa che spezza ogni catena,
ogni legame costruito sull’ego o sul bisogno, aprendo una strada fondata sulla sincerità e sulla libertà.

 

STORIA D’AMORE E DI DISAMORE

STORIA D’AMORE E DI DISAMORE

Questo breve racconto visivo mostra il viaggio di una coppia attraverso le luci e le ombre della relazione.
In poche scene si rappresenta la possibilità di liberarsi dagli introietti, dai giudizi e dalle aspettative di parenti, amici, colleghi e della società intera: una liberazione che diventa possibile solo quando fiorisce un amore autentico, capace di dare radici e ali insieme.

Ma lo stesso amore, se ferito o abbandonato, può trasformarsi in disamore.

Allora i due si allontanano, smarriscono il legame, e ciascuno diventa una monade giudicante, simile agli altri che vivono sotto il segno della solitudine e dell’incomunicabilità.

È una storia che parla di legami e distanze, di come l’amore sappia unire e il pregiudizio dividere, invitando a riflettere sulla nostra capacità di scegliere la relazione invece dell’isolamento.

Un racconto per chi ha amato, per chi ha perso, per chi ha scelto di non smettere di sentire.

blu psicologo milano

PSICOTERAPIA ON-LINE

blu psicologo milano

ARGOMENTI ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

“Utilizzo una modalità di intervento orientata a sviluppare le potenzialità umane e la riduzione del disagio nel rispetto delle inclinazioni e delle caratteristiche personali”  

Dott. Donato Saulle

meccanismi psicologo milano

blu psicologo milano

Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito, 6 (angolo Via Torino) – MILANO  – Cell. 3477966388blu psicologo milano

    

blu psicologo milano

PSICOTERAPIA ON-LINE

blu psicologo milano