L’ANIMA DI JUNG
L’anima di Jung
LA PSICOLOGIA COME ESPERIENZA
Prima della teoria
La psicologia, prima ancora di essere una costruzione teorica, è testimonianza.
Testimonianza di un processo che, in ogni individuo, ha i tratti dell’unicità e dell’irripetibilità.
Non si lascia ridurre completamente a categorie.
Non si esaurisce in una spiegazione.
La posizione di Jung
Scrive Jung:
“la psicologia ha lo scopo di rendere la persona più consapevole del proprio processo psichico ma in senso più profondo non è una spiegazione di tale processo perchè ogni spiegazione del fatto psichico non può essere altro che lo stesso processo vitale della psiche”.
La psicologia non è “nè biologia nè fisiologia nè alcun’altra scienza [ma] soltanto conoscenza della psiche o scienza dell’anima“.
In questa prospettiva, la psicologia non è un sapere che osserva da fuori.
È qualcosa che accade mentre si prova a comprenderla.
Uscire dallo scrittoio
E Jung va ancora oltre:
“chi vuole conoscere la psiche umana imparerà poco o nulla dalla psicologia sperimentale. Sarebbe per lui consigliabile riporre nel cassetto la scienza esatta, spogliarsi della toga del dotto, dire addio allo scrittoio e, armato di tutta la sua umanità, vagabondare per il mondo, attraverso gli orrori delle prigioni, dei manicomi e degli ospedali;
attraverso le tetre bettole di periferia, i bordelli e gli inferni del giuoco; attraverso i salotti della società elegante, la borsa, i raduni di partito, le chiese, i revivals e i riti estatici delle sette:
sperimenterebbe così sulla propria pelle l’amore e l’odio, la passione in tutte le sue forme;
tornerebbe arricchito di un sapere che i suoi fitti trattati non gli avrebbero mai dato, e sarà di miglior aiuto per i suoi pazienti, un vero conoscitore dell’anima umana.
Infatti, tra ciò che la scienza chiama “psicologia” e ciò che le persone, nella vita pratica, di ogni giorno, si attendono dalla “psicologia” si è scavato irrimediabilmente un abisso profondo”.
Non è un invito a rinunciare al sapere.
È un richiamo a non confonderlo con l’esperienza.
Il limite di ogni teoria
Se la psiche non è mai completamente separabile da chi la osserva, allora ogni descrizione resta parziale.
Jung ne è consapevole:
non esiste uno sguardo neutro.
Ogni tentativo di dire qualcosa sulla psiche non restituisce una realtà oggettiva, ma una prospettiva.
Un modo di vedere.
Sapere come ipotesi
Per questo le acquisizioni della psicologia non possono essere considerate verità definitive.
Sono strumenti.
Ipotesi.
Modelli.
Servono per orientarsi, non per chiudere il discorso.
E valgono sempre in relazione a chi li utilizza.
Lo sguardo di chi osserva
Ogni osservatore porta con sé qualcosa.
Una propria struttura psicologica.
Una propria storia.
Un proprio modo di sentire e di pensare.
E, allo stesso tempo, è immerso in un contesto più ampio:
una cultura, un’epoca, un momento storico.
Ciò che vede — e il modo in cui lo vede — passa sempre da lì.
Tra scienza e vita
Resta allora una distanza.
Tra la psicologia come sapere e la psicologia come esperienza vissuta.
Una distanza che non si colma del tutto.
E forse non deve essere colmata.
Perché è proprio in quello spazio — tra ciò che sappiamo e ciò che accade —
che qualcosa, ancora, può essere ascoltato.
ARGOMENTI DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA
Psicologo Milano – Psicoterapeuta – Via San Vito,6 (angolo Via Torino) – MILANO – Cell. 3477966388![]()
– R. Bernardini. “Jung a Eranos – Il progetto della psicologia complessa”. Franco Angeli Editore
– C.G. Jung. “Der Geist der Psychologie” (1947/1954), tr. it.: “Riflessioni teoriche sull’essenza della psiche”, in : Op. Vol. 8, p. 240
– C.G. Jung. “Uber die Archetipen kollektiven unbevuBten (1935/1954), tr. it.: “Gli archetipi dell’inconscio collettivo” in Op. Vol. 9i pag. 29
– C.G.Jung. “Neue bahnen der Psychologie” (1912), tr. it.: “Vie nuove della Psicologia” in Op. Vol. 7 pag. 240
Immagine: Edward Hopper – Stanza sul mare
Ringrazio Alessandra Govoni per avermi segnalato l’interessante argomento.![]()













